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Sull’onda dell’Avatar

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Due colpi di bronzo, ennesima giornata da podio scozzese agli Europei per l'Italnuoto.

Che meraviglia di Piz, al secolo Luca Pizzini. Lo scaligero azzurro allenato da Matteo Giunta ha più di una Fede sotto la cuffia da ranista. Il culto della rana per primo, stile imperfetto della tribù e quindi particolare, nel senso che la si nuota a modo proprio con quelle modifiche che solo i ranisti a guardarli hanno. Ognuno nuota la sua, la mette così in acqua la rana: quella di Luca è efficace, bella, potente e scivolosa. Distesa, rabbiosa e ritmica, metronomo di un verso ranistico che deve allungarsi per forza in questa distanza. Con quel tocco di perizia che permette al Piz, dopo i lunghissimi duecento metri delle quattro vasche, di agguantare meglio la piastra di arrivo. Rana da rapace, la fede e l’istinto della medaglia da prendere lì al volo, come la rana, quella vera, che colpisce il moscerino senza lasciargli scampo stampato sulla foglia. E’ la natura del ranista, arrivare con perizia all’arrivo. Un guizzo di bronzo, i particolari ranistici che valgono una “buona e dolce medaglia”.

E sull’onda di quel fritto misto che è la staffetta mista mista, nel senso degli stili e del sesso, conta – anche e soprattutto - l’onda che cavalca l’Avatar Miressi. Parte la dolce Margherita (Panziera) a dorso, la rincuora il dolce ranistico Fabio (Scozzoli), arriva dritta nelle onde Elena di Puglia (Di Liddo) e poi l’astronave sabauda, dal settimo cavalleggieri al podio di bronzo. Avanti medagliere (11) e bellissima senza fine Italnuoto.

zicche@swimbiz.it

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