Acqua di piscina e set cinematografici? Swim e biz? Connubio esistente già dagli inizi del 1900, ma oggi ancor di più. Una passione viscerale e innata la prima e frutto di interessi economici la seconda. La dimostrazione sarebbe Johnny Weissmuller, uno dei migliori nuotatori al mondo negli anni venti, vincitore di 5 ori olimpici, 52 titoli nazionali statunitensi e con 67 record mondiali e con il desiderio di popolarità acquisito con il personaggio indimenticato, di “Tarzan l’uomo scimmia”. Settimana scorsa, Swimbiz toccava l’argomento con le possibili velleità cinematografiche di Tom Daley. Ma Weissmuller affermava “per denaro ci si può prestare ad altro, l’importante è riconoscere i propri limiti e non affogare nello showbiz”. Può, dunque, riguardare i nuotatori attuali, dalla Pellegrini a Marin, da Rosolino a Lochte con le loro performances televisive nazionali e internazionali? Sulla questione, si sofferma Domenico Occhipinti, cronista e blogger de Il Fatto Quotidiano. Non la prima dell’acqua sul Fatto che, nei giorni scorsi, aveva già trattato della pallanuoto sia dal punto di vista sportivo-educativo, sia per una riflessione storico-artistica.
In allegato, l’articolo completo del Fatto Quotidiano.
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