Tre personaggi in cerca d’autore

Copyright foto: enrico cattaneo

Racconta il nuoto sincronizzato, alternando lato sportivo e spettacolare per coinvolgere appassionati sia neo spettatori, dal 2008. L’anno dopo, a Roma, vide la prima azzurra salire su un podio mondiale. “Beatrice Adelizzi avrebbe potuto essere il vero personaggio trainante del synchro italiano – racconta a Swimbiz.it Enrico Cattaneo, telecronista di Rai Sport con Paola Celli al commento – Beatrice era carismatica, trascinatrice. Linda Cerruti, talentuosissima, è più schiva”. Ma tutto l’ambiente aspetta di aprirsi all’esterno “Gli Assoluti Estivi erano l’ultima gara dell’azzurra Dalila Schiesaro… ma atleti, allenatrici e Fin non avevano avvisato i media e non abbiamo potuto fare interviste o servizi”. Anche nel marketing “Converrebbe guardare oltre gli sponsor sportivi – come l’open di Parigi, che poggia sul brand Make up Forever(leggi qui) – e puntare sul lato estetico non svilirebbe, ma anzi aiuterebbe questo sport. Negli anni l’ha fatto anche il calcio”. Un altro personaggio, però, calca il tappetto azzurro “Giorgio Minisini e il synchro maschile fanno veramente bene a questo sport. Al Settecolli ha mostrato di saper esaltare la parte maschile meglio del russo – e per i Mondiali di Kazan - il podio è certamente alla portata”. In generale il synchro “E’ uno sport dalle poche sorprese, in cui la sudditanza dei giudici verso le potenze classiche è forte - ma Minisini ha promesso che più della storia, stavolta, conterà il lavoro(leggi qui) - si può solo dire: vedremo a Kazan. Nomi come Bill May o Virginie Dedieu hanno richiamo, ma bisogna vedere chi saranno i loro compagni e come si muoveranno i giudici”. Per fortuna, anche Minisini è un nome che corre spesso su giornali e tv straniere, dalla Svizzera al Giappone. E la squadra italiana saprà mai emulare Adelizzi? “Le basi ci sono e negli ultimi anni la nazionale ha investito anche sul lato coreografico-artistico(leggi qui) - tuttavia, vedere molte juniores in finale assoluta – non è un bel segnale: significa che molte abbandonano precocemente. Il synchro è uno sport durissimo”.
 
moscarella@swimbiz.it

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