VIDEO Lo spettacolo del fondo: gloria, fascino, risate… e un solo rammarico

Copyright foto: Swimbiz.it

Partendo dalla cronaca, la tappa di Len Cup di Bracciano si apre col Bronzo di Dario Verani nella 10 km maschile e l’Argento di Ginevra Taddeucci nella gara femminile. Ma vanno segnalati anche il 5° posto di Martina Caramignoli, il 4° di Alessio Occhipinti, l’8°-9° e 10° di Domenico Acerenza, Marcello Guidi, Andrea Bianchi, perché il livello di un movimento sportivo, specie in una competizione che l’Italia riserva tradizionalmente ai più giovani e ai meno esperti, non si misura con le medaglie, ma con i piazzamenti.

Come in ogni gara, l’agone sportivo diventa un grande coacervo di personaggi, momenti e stati d’animo diversi. C’è la febbrile preparazione, tra chi monta bandiere e cartelloni o stende il blue carpet, chi si scalda in acqua e chi si fa aiutare dai compagni a sistemare gli ultimi dettagli. Unico segnale che oggi qualcosa avrebbe interrotto il moto ondoso, il placido avanzare e ritrarsi del mare sulla spiaggia, immutabile da millenni:

 

 

C’è poi la gara stessa, e potervi assistere da une delle barche è uno spettacolo impagabile. Le braccia sferzano l’aria e fendono l’acqua con poderose bracciate, che a volte vanno a percuotere gli avversari stessi. La testa a intervalli regolari ruota in cerca di aria, della posizione dei contendenti o della traiettoria migliore:

 

 

Swimbiz.it ha seguito le competizione odierne insieme a Giorgio Scala, occhio esperto e obiettivo sapiente. Pronto a catturare il meglio anche da una giornata plumbea, i riflessi che le nubi regalano allo specchio d’acqua:

 

 

La gara scorre tra scherzi che spezzano l'attesa…

 

 

… e pause caffè ‘volanti’ tra barca e pontone

 

 

A fine gara solo un solo rammarico resta, già segnalato di recente da Swimbiz.it(leggi qui): l’indecoroso spettacolo di bicchieri e bottigliette usate nei rifornimenti, lasciati poi a deturpare le acque del Lago. Non un attacco a chi ha organizzato la gara odierna, perché il problema è endemico di uno sport che pur segue una vocazione assolutamente verde. Ma un invito per le prossime occasioni, finché non sarà la Fina stessa a dettare regole per lo smaltimento dei rifiuti di gara, anche ai Paesi con meno tradizione ecologica. Le soluzioni, semplici ed economiche, le ha suggerite a Swimbiz il responsabile di settore Stefano Rubaudo. Usare plastica biodegradabile, montare reti sotto ai pontoni oppure legare ad esso bicchieri e bottiglie. Basta poco, perché il fondo cancelli quest’unico neo dal suo splendido viso.

 

 

moscarella@swimbiz.it

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