World Cup: Doppio record italiano, la trasferta oltre oceano fa volare Ceccon

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Una trasferta "americana" ricca di risultati, record e dollari per il nostro Thomas Ceccon che nelle tre tappe della World Aquatics Swimming World Cup in vasca da 25 metri, disputate tra il 10 ed il 25 ottobre a Carmel e Westmont negli Stati Uniti e a Toronto in Canada, sale sul podio in diverse gare disputate e stabilisce due nuovi record italiani.

Partiamo dai due nuovi record, il primo nei 200 dorso nuotati in 1.47.49 il 24 ottobre abbassando di ben nove decimi il record italiano di 1'48"43 che apparteneva a Lorenzo Mora, che nella stessa gara è terzo, mentre la vittoria arride all'inarrivabile, almeno per ora, ungherese Hubert Kos che ottiene il nuovo record del mondo sulla distanza in 1'45"12.

Nella domenica appena trascorsa il vicentino tira fuori un eccellente 1.41.60 nei 200 stile libero, limando di un centesimo il record italiano che apparteneva a Carlos D'Ambrosio dallo scorso aprile ai Criteria di Riccione, Ceccon è quarto ai piedi del podio, gli sfugge la medaglia ma si deve ritenere super soddisfatto per aver nel giro di otto ore, tra batterie e finali, migliorato il proprio personale di oltre un secondo e mezzo.

Ricco il montepremi incassato da Ceccon, 15.400 dollari sono un grande incentivo per spingere forte, denaro che farebbero gola a molti atleti italiani e non, un sistema che ha portato nelle gare americane tra i migliori esponenti maschili e femminili per confrontarsi ad altissimo livello,

Tante le gare nuotate dall'allievo di Alberto Burlina al Centro Federale di Verona, a riprova della ecletticità nel voler affrontare più impegni in brevi lassi di tempo, la strada è ancora lunga per arrivare ai suoi competitor che vivono e si allenano al di là dell'oceano, i record del mondo si sono "sprecati" nelle tre tappe, sia in campo maschile che in quello femminile, a riprova che il modello americano ed australiano è al momento inarrivabile per gli europei e per gli italiani in particolare, e proprio per questo faccio mie e riposto le parole di un allenatore che non ha bisogno di presentazioni - Massimo Leoni che oggi ha portati ai vertici mondiali lo svizzero Noè Ponti - che, riferendosi alle gare americane ha scritto su i suoi social : "Ormai sono tanti anni che faccio questo mestiere. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto, di conoscere realtà sportive in tutto il mondo… ma mai come in questi ultimi anni in Svizzera ho potuto osservare da vicino modelli come quelli di Australia e Stati Uniti. Ho visto impianti sportivi incredibili, realtà organizzate in modo impeccabile dove lo sport è considerato come parte integrante della crescita personale. Sport e istituzioni camminano insieme, c’è una vera sinergia tra scuola, università e attività sportiva. L’atleta può costruirsi un futuro, scegliere se diventare professionista e continuare gli studi, senza dover rinunciare a nulla. In Europa, invece, è ancora tutto troppo complicato. Lo sport è spesso visto come un ostacolo, non come un valore. Finché le istituzioni non comprenderanno veramente che lo sport è educazione, cultura e formazione personale, continueremo sempre a rincorrere gli altri. Ma nonostante tutto, voglio fare i complimenti a noi allenatori europei perché con meno mezzi, con più sacrifici, riusciamo comunque a formare atleti straordinari. Perché la passione, quella vera, non ha bisogno solo di grandi strutture e organizzazioni, non si ferma davanti a niente.. è la nostra forza."

Bisognerebbe modificare il modello scolastico italiano inserendo ancora di più lo sport in ambito formativo già dalle scuole primarie, coinvolgendo le società presenti sul territorio in sinergia con gli insegnanti, eliminando definitivamente la convinzione che studio e sport non possano andare di pari passo.... chimera?

 

palazzo@swimbiz.it

 

 

 

 

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