Antonio Fiore “Meldonium? Non amnistia, problema giuridico”. Efimova, si attende la Fina

Copyright foto: Ap photo

Ha fatto scalpore la nota in cui ieri la Wada, agenzia mondiale antidoping, annunciava l’introduzione di una soglia di tolleranza per i casi di positività al Meldonium, antischemico creato in Lettonia e molto diffuso nell’Est Europea, dichiarato sostanza proibita dal 1° gennaio di quest’anno. “Ma non sarà un’amnistia spiega a Swimbiz.it il Dottor Antonio Fiore, medico dell’Italscherma e a capo della Commissione Medica della Federazione Internazionale di scherma (Fie). Il problema è giuridico e nasce “Dall’impossibilità, ad oggi, di stabilire i termini di permanenza di questa sostanza nell’organismo, cioè se fosse stato assunto prima o dopo il 1° gennaio – pertanto – il rischio era di vedere nei prossimi mesi centinaia di diatribe legali, da parte degli atleti, contro eventuali sanzioni e squalifiche”. La quantità di tolleranza stabilita, 1 microgrammo “Più che dimostrare, permette di non escludere che un atleta che abbia superato tale soglia abbia assunto il Meldonium dopo il 1° gennaio”.  Detto questo, sui 172 casi registrati finora in diversi Paesi (più di 30 nella sola Russia) Non credo ci sarà un ‘colpo di spugna’ generale, ma che solo in alcuni casi la quantità rilevata sarà oltre quella soglia”. Nel nuoto, ovviamente, occhi puntati sulla ranista russa Yulija Efimova, positiva a un controllo antidoping dello scorso febbraio La parola spetta alla Fédération Internationale de Natation, che dovrà rendere nota la quantità di Meldonium rilevata.

Meldonium
Meldonium

Il vero problema è che si parla di una sostanza, fino allo scorso anno, praticamente sconosciuta in Occidente “E perciò senza una letteratura scientifica a riguardo, a meno che non sia pubblicato qualche studio effettuato nell’Est Europa”. La stessa ricerca, nei prossimi mesi “Si baserà su volontari che assumeranno Il Meldonium e monitorati dalla Wada per stabilire con precisione i tempi di permanenza nell’organismo”.  Un farmaco “Che, dalle ultime notizie, sembra sia stato originariamente sviluppato in ambito militare per incrementare le prestazioni dei soldati. La Wada, rilevando il livello di diffusione di questo farmaco tra gli atleti “Ha ‘accelerato i tempi’, inserendolo tempestivamente nella lista proibita. La lotta al doping è una corsa contro il tempo – e nelle prossime settimane – mi aspetto altri colpi di scena.

moscarella@swimbiz.it

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram