L’ascesa dell’Italsynchro

Copyright foto: Rai Sport

L'Italsynchro chiude un'edizione olimpica già storica ancor prima di cominciare, con la doppia qualificazione di duo e squadra ai Giochi. Ma le azzurre di Patrizia Giallombardo non si sono accontentate. Dopo aver centrato ieri il 5° posto nella routine dell'esercizio tecnico, tornano al Maria Lenk di Rio, in vasca c'è anche la leader del movimento Linda Cerruti, e confermano il piazzamento nella finale del libero. Punteggio migliorato, 92.2667, dietro l'inarrivabile quartetto Russia-Cina-Giappone-Ucraina. Il risultato dell'Italia in sé potrebbe non dire molto, ma ha una valenza fondamentale in uno sport dalle gerarchie rigide. In cui gareggiare ad alto livello non basta, bisogna mantenerlo per almeno due anni, prima di 'convincere' i giudici e sperare di scalare una posizione.

Un lavoro su più fronti, quello operato dal Ct, nel solco di quanto di buono già fatto da Laura De Renzis(leggi qui). Una gestione manageriale e moderna per Patrizia Giallombardo, affidando ogni ruolo a un professionista. La grinta di Roberta Farinelli, l'estro di Giovanna Burlando, Yumiko Tomomatsu e Anastasia Ermakova. La regia teatrale di Enrico Zaccheo(guarda il video), respirazione con Alessandro Vergendo(leggi qui), le note ad hoc realizzate dal compositore professionista - nomination ai David di Donatello col film "Lo chiamavano Jeeg Robot" - Michele Braga(guarda il video). Ma a nulla servono le individualità, senza un gioco di squadra. E dal 2013, un po' per direttiva federale e un po' per consapevolezza di atlete e tecnici(leggi qui), l'etica di gruppo e la ricerca del risultato attraverso un lavoro di auto-perfezionamento quotidiano hanno raggiunto l'apice. Una squadra che guarda anche al futuro, mix di veterane e giovani.

moscarella@swimbiz.it 

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