Billi e Bertocchi, l’imprevisto colpisce ancora

Copyright foto: andreas billi/elena bertocchi

Quando si dice malasorte. Già la scorsa stagione, il giovane tuffatore Andreas Billi fu alle prese con un infortunio all’orbita oculare entrando in acqua, durante gli allenamenti in Messico(leggi qui). Adesso, operazione di appendicite. Disavventure anche per Elena Bertocchi, come racconta a Swimbiz.it il suo allenatore, Dario Scola “Facendo balzi con una cintura dei pesi, questa si è strappata e il peso è finito sul mignolo del piede: frattura scomposta della seconda falange – infortunio grottesco – se lo ripetiamo duemila volte, non succede più”. Ieri, insieme e Elena, ha passato una giornata “Bianco come un lenzuolo. Il bicchiere mezzo pieno è che sia successo ora, con “soli” 25 giorni di prognosi – e trova anche la forza di sdrammatizzare – gli amori contrastati della storia sono stati Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta, mignolino e spigolo”. Guardando agli obiettivi stagionali “Ci sono ancora due gare prima di Natale per qualificarsi alla Coppa del Mondo. Per Elena è doveroso cercare di fare una bella gara – e inseguire il sogno olimpico di Rio 2016 – altrimenti, c’è da migliorare l’ultimo piazzamento agli Europei” ovvero il 4° posto dello scorso anno a Rostock. A lungo termine, da trampolinista “Dev’essere brava a sfruttare la presenza di atlete italiane tra le più forti al mondo come Tania Cagnotto, Francesca Dallapè e Maria Marconi – e altrettanto pronta - a subentrare da protagonista quando si ritireranno”. Si è sedimentato il concetto “Di sprone reciproco tra veterani e giovani: ora Elena non sente ‘timore’ nel fare un collegiale con Tania, altrettanto entusiasta di poter avere una ‘lepre’ in allenamento”. Guardando all’evoluzione dei tuffi, Scola concorda con Swimbiz sull’imprescindibilità, nello sport moderno “Del marketing. Lo testimoniano decine di migliaia di spettatori per gli high divers a Polignano a Mare” e da conoscitore della tv, commento tecnico dei tuffi per Eurosport, sa quanto i registi amino giocare con inquadrature e panoramiche. Volendo, il marketing può aiutare anche dove le carenze di strutture siano sensibili, come nella sua Milano (non solo negli sport acquatici). Se l’investitore privato ad oggi non è attirato dall’idea di costruire piscine, il suo interesse va stimolato “Un evento-spot internazionale al Forum, con strutture smontabili, sarebbe fantastico – pensando al nuoto, i Mondiali di Barcellona 2013 si svolsero in un palazzetto, gli Europei di Berlino 2014 in un velodromo, i Mondiali di Kazan 2015 in uno stadio di calcio - magari creando anche sinergie con la Milano basket” e arrivare fin dove l’ingegno osi spingersi.
 
moscarella@swimbiz.it

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