Brescia, una vittoria per conquistare una città

Copyright foto: Fotolives/Simone Venezia

C’è un’Italia che col pallone non esce prematuramente dalle Coppe Europee, ma anzi va spesso e volentieri fino in fondo.  E lo fa con parità piena al maschile e al femminile. Un’Italia che trova un equilibrio tra stranieri e italiani di valore, a beneficio di due nazionali azzurre da anni ai vertici mondiali. E’ la pallanuoto italiana, definita all’estero “Nba di questo sport”. Sabato scorso, l’AN Brescia vinceva con ampio margine sul Sintez Kazan, la città che per volontà di Vladimir Putin simboleggia e nei prossimi anni ancor più rappresenterà lo sport russo, portando per il secondo anno consecutivo la Euro Cup in Italia. L’anno scorso fu persino derby, col Posillipo che ebbe la meglio sull’Acquachiara Napoli. La Pro Recco fece triplete con la Champions League, tra le donne fu un altro derby con Imperia e Plebiscito Padova  per la Coppa Len. Calottine italiane urbi et orbi.

“Non m’immaginavo una tribuna così piena con così tanti bimbi calorosi ed entusiasti. Vuol dire che ci stiamo radicando sempre più nel territorio” le parole del tecnico Sandro Bovo a fine match. Il fatto che neppure lui si aspettasse tanto seguito, testimonia quanto i risultati sportivi non siano più, al giorno d’oggi, garanzia di appeal. Marketing, organizzazione, comunicazione, cura degli eventi prima, durante e dopo i match come strumenti imprescindibili per posizionarsi - e orientare il pubblico – nella moderna giungla mediatica. Ma in quel Bambini calorosi ed entusiasti” Bovo indica la via. Partire dai più piccoli, perché familiarizzino con uno sport, una squadra, una nazionale. E fidelizzare il territorio, diventare “una squadra-una città” in stile calcio. Non per sostituire né sminuire il lato sportivo, ma anzi valorizzarlo.

moscarella@swimbiz.it

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