Bussolin “Mollare il nuoto mi lasciò un vuoto dentro. Sport e studio è dura, ma non impossibile”

Copyright foto: federico bussolin

Lui, Carlotta Toni, Daniele Ceccuti e Lorenzo Zagli sono i portacolori della Rari Nantes Florentia, dopo che le difficoltà economiche hanno spinto la società di Firenze a limitare il settore nuoto a Esordienti e Categoria “E alla fusione di fatto con Fiorentina Nuoto nel Florentia Nuoto Club” racconta a Swimbiz.it Federico Bussolin. La sede centrale di società, la cui costruzione sulle rive dell’Arno fu approvata in epoca monarchica, è a rischio demolizione perché non conforme alle nuove norme “Ma sarebbe un duro colpo anche per la città. E’ un edificio storico del 1904, un bene culturale” e persino il premier Matteo Renzi promise un intervento(leggi qui) per salvarla. Un fiorentino a Palazzo Chigi, la Viola prima in serie A, Rachele Bruni nella 10 km olimpica… città ambiziosa Firenze, ma Bussolin evita voli pindarici a cinque cerchi “Certo ci spero e cerco sempre di puntare al massimo, ma intanto devo aggiustare gli errori commessi a Massarosa” dove ha vinto i 200 farfalla (1’54”25) e sfiorato il tempo per gli Europei di Netanya. Si parla ancora di vasca corta “Ma non ho problemi anche in lunga”. Tra 2007 e 2010 vinse medaglie a Europei e Mondiali Juniores e Coppa Latina. Poi, l’università. Stavolta le farfalle erano nello stomaco, al pensiero di non essere in pari con gli esami “Lasciare il nuoto fu una scelta infelice. Presto sentii un vuoto dentro: mi mancavano le trasferte, i compagni, le gare - e dà un consiglio ai giovanissimi - studio e sport sono strade importanti. Prima di mollare una delle due, cercate il più possibile di trovare un compromesso. E’ difficile, ma non impossibile. La mia fu una scelta avventata, dicevo ‘Non si può fare’ e sbagliai”. Non che ora sia in età da ‘senatore’. E’ un classe ’90 e “Ringrazio il cielo perché le Fiamme Azzurre hanno nuovamente creduto in me e per aver trovato un ambiente fantastico dove allenarmi con il tecnico Sergio Pasquali, il preparatore atletico Gaetano Distefano e i miei compagni – tutti da distanze medie o lunghe – non sempre semplici da allenare, perché servono tempo e spazio: noi stessi, a volte, dobbiamo accelerare i ritmi per completare il chilometraggio giornaliero”. Fino a poco tempo fa c’era anche Sebastiano Ranfagni, che nuotò alle scorse Olimpiadi “Ora ha cambiato vita e a Roma prosegue il suo percorso nell’Arma dei Carabinieri. Era un piacere avere in allenamento un campione e una persona come lui. E’ stato sfortunato a dover interrompere nel suo momento migliore(leggi qui), ma per fortuna la diagnosi si rivelò errata”.
 
moscarella@swimbiz.it
 

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