C’è sempre tempo per un’ultima gara: rinascere dall’acqua come metafora della vita nel docufilm di Raul Bova

Copyright foto: Mediaset

Un grande ritorno sul piccolo schermo, andato in onda giovedì 3 giugno su Canale 5, quello del nuoto che ha visto questa volta, dopo il suo debutto sulla rete Mediaset con la miniserie ‘Come un delfino’ andata in onda per la prima volta nel marzo del 2011, volti storici e grandi campioni scendere “in vasca” per una ‘Ultima gara’. Artefice del progetto, ancora una volta l’attore ed ex-nuotatore Raoul Bova, che debutta anche in veste di regista accanto a Marco Renda e alla sceneggiatrice Tiziana Martini.

‘Ultima gara’ è la storia di una nascita, quella del nuotatore Manuel Bortuzzo, [n.d.r. che proprio Swimbiz.it intervistò nel Frash Acquatico del Direttore Christian Zicche per la prima volta quando l'atleta veneto si trasferì ad Ostia alla corte dei Stefano Morini]  l’inizio di una seconda vita dettata dalla voglia di tornare a respirare profumo di cloro e di vivere il proprio sogno abbattendo anche l’ostacolo più grande che un campione in erba possa combattere, perdere se stesso e le proprie certezze; ma è anche la storia di una rinascita, quella di quattro uomini che decidono di riprendere in mano la propria vita e di darsi una seconda chance: Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla, Filippo Magnini, guidati da Raoul Bova, portano in prima serata le loro storie, le esperienze, le gioie e le vittorie ma svelano anche ciò che c’è dietro la maschera del campione: paure e incertezze ma soprattutto come, fare della propria passione la propria ragione di vita abbia risvolta tanto positivi quanto negativi.


 

 

 

 

 

Dal tentato omicidio del ventiduenne Bortuzzo che l’ha costretto sulla sedia a rotelle nel febbraio del 2019 (torna a nuotare poco dopo un mese dall’incidente ed è proprio durante i primi mesi di riabilitazione che avviene l’incontro con Raoul Bova), al periodo buio che, parallelamente l’attore e neo-regista del docufilm Raoul Bova affronta a seguito della perdita a distanza di pochi mesi dei propri genitori, cui era particolarmente legato (il rapporto con il padre Giuseppe viene infatti più volte riportato durante la narrazione), passando poi per la condanna per doping del Re Magno, Filippo Magnini, fino ai ricordi che riaffiorano quando, toccando l’acqua, questa volta però non di una piscina ma del Lago del Salto (provincia di Rieti), Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla si raccontano mostrando ai telespettatori la parte più fragile di sé: 5 storie che si incontrano, 4 uomini alla ricerca di un riscatto personale, il record del mondo nella categoria Master nella staffetta 4 x 200 stile libero, 3 campioni che hanno fatto la storia del nuoto italiano, quasi due ore di narrazione che scorrono tra finzione ( alle volte non richiesta) e realtà, un solo obiettivo, abbattere quella diga che divide il lago, ostacolo e metafora del tempo, amico e nemico del nuotatore.

"si può smettere di essere campioni ma non si può smettere di essere nuotatori", dice Filippo Magnini in un confronto con i compagni di viaggio. Una frase che riflette, mai come in questo momento storico, la quotidianità di chiunque sia passato per quegli spogliatoi, abbia calcato quel bordo vasca e nuotato in quella piscina che profuma di casa, riflesso altrettanto evidente dalla vita di ciascuno dei protagonisti.

A distanza di due anni dall’inizio delle riprese (Maggio 2019), ‘Ultima gara’ è la storia di cui avevamo bisogno, un’autobiografia che celebra l’amicizia ma anche la passione e il sacrificio che solo uno sport come il nuoto, oggi messo alla porta in un “paese che nuota” (il nuoto è infatti lo sport più praticato dagli italiani, circa 4 milioni di appassionati della corsia), ha la straordinaria capacità di mettere in comune.

Ancora una volta, “GRAZIE ACQUA”.

 

Giulia Palazzo per Swimbiz.it

 

 

 

[n.d.r. : La Dott.ssa Giulia Palazzo, laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università degli Studi di Parma, grande appassionata di scrittura per il digitale, di social media e delle dinamiche che ruotano attorno al mondo della comunicazione, ha praticato per 12 anni nuoto agonistico con partecipazioni a campionati nazionali e meeting internazionali, oltre ad aver fatto parte della nazionale giovanile di nuoto pinnato, attualmente è istruttrice di nuoto presso lo Sport Center di Parma.

Ha pubblicato per il settimanale degli studenti dell'ateneo della città emiliana Parma Ateneo diversi articoli, tra cui "M come Manuel: lo sport che unisce l’Italia"  sula tragica vicenda di Manuel Bortuzzo e "Caso doping: 4 anni di squalifica per Re Magno" sulla squalifica per tentato doping di Filippo Magnini.]

[n.d.r. Ottimo il riscontro di pubblico nel prime time di Canale 5 per "Ultima Gara": il film tv diretto ed interpretato da Raoul Bova ha appassionato una media di 2.131.000 spettatori pari al 10.3% di share]

 

 

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