Da Tobian e Dibiasi a Tania Cagnotto, un tuffo a Roma tra passato e futuro

Copyright foto: Fin

Due leggende da Hall of Fame, come ricorda anche il sito Fin, al Foro Italico di Roma. Lì dove lo statunitense Gary Tobian vinse oro e argento alle Olimpiadi del 1960. Con un anfitrione come Klaus Dibiasi, che ai Giochi successivi avrebbe vinto la sua prima medaglia olimpica, dominando dalla piattaforma le tre edizioni successive. Dal passato all’attualità, a Tania Cagnotto che apre simbolicamente al futuro de tuffi italiani. Stamattina, infatti, ha presenziato al taglio nastro per l’inaugurazione ufficiale della nuova palestra dei tuffi al Centro di preparazione olimpica del Coni all’Acqua Acetosa di Roma(leggi qui). “Questo sport ha bisogno di strutture per assicurare la crescita del movimento e l'adeguamento con le nazioni più forti - ricorda la campionessa mondiale, che per il portabandiera olimpico dichiara - sarei felicissima e onorata, ma sono consapevole che ci sono altre atlete che lo meriterebbero di più". “Si è realizzato un sogno” dichiara il ct Giorgio Cagnotto a proposito della nuova palestra. La struttura completa, scrive il sito federale “E’ composta da una piscina di 25 metri con tribuna lineare e da una vasca per i tuffi dottata di piattaforma da 10, 7, 5 e 3 metri, da due trampolini da 3 metri, tre trampolini da 1 metro, da una buca per gli allenamenti a secco con due trampolini e una piccola tribuna, e da un locale palestra dotato di macchinari d'eccellenza. Nella vasca dei tuffi sono disponibiil telecamere esterne e subacquee che riprendono i salti da tutte le angolazioni consentendo la visione immediata e la successiva analisi biomeccanica attraverso la registrazione automatica su un computer in sala regia”. Per la soddisfazione anche del presidente federale Paolo Barelli “Desidero ringraziare il dottor Mornati – vice segretario generale del Coni - che, da quando si è insediato, ha subito colto l'invito della Fin a realizzare una palestra per i tuffi che si rivelerà fondamentale per la preparazione a secco degli atleti. Con questa struttura ci siamo definitivamente adeguati alle altre nazioni importanti”.
 
moscarella@swimbiz.it

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