Domenico Acerenza a Swimbiz.it: “I giovani sono stimolo per fare bene e per rimettermi in carreggiata”

Trasmette un messaggio importante Domenico per il suo mondo del nuoto in affanno. Verso il traguardo il
vicecampione mondiale a squadre del fondo della 5 km resiste alla fatica e alla stanchezza, lanciando valori
di sopravvivenza al mondo delle piscine. Che include i gestori, gli appassionati e i tesserati. Si stringe anche
lui attorno al movimento natatorio in crisi e spera che presto la grave situazione possa trovare una
soluzione. ‘Per non affogare serve un aiuto da sotto, che risollevi il movimento’. Così dichiara nella sua
intervista a Swimbiz. E a riposo in una domenica di aprile dopo Pasqua, aspettando di tornare a nuotare a
praticare lo sport con cui è cresciuto e con cui è entrato in piscina all’età di sei anni, Acerenza,
plurimedagliato italiano e talento del mezzofondo azzurro, racconta di puntare alle Olimpiadi. Il prossimo
appuntamento segnato in calendario è quello degli Europei di Budapest in cui vorrà dimostrare di essere
uno dei migliori e poi ecco il Settecolli di Roma.
Due appuntamenti in cui l’azzurro potrà tentare di strappare il pass per i Giochi di Tokyo. Sarebbe la prima
competizione a cinque cerchi per lui in carriera e sogna di volare in Giappone insieme a Gregorio Paltrinieri,
suo compagno di allenamento, e gli altri. Non sarà un bel gareggiare senza gli spalti pieni, come non lo è
stato sino ad ora agli Assoluti invernali e primaverili di Riccione. Non si sente molto di quelle grida di
sostegno che arrivano dagli spalti abitualmente, ma quel rumore di fondo che accompagna Domenico e gli
altri azzurri verso l’ultima piastra in gara, è significativo. Sa che anche da lontano gli appassionati di nuoto
tifano i loro eroi della vasca e lo fanno fermi in casa ora, senza poter provare come i loro beniamini, le
sensazioni bellissime di scendere in piscina e sentire l’acqua sulla pelle. Sono i ragazzi a risentire di più della
mancanza della pratica del nuoto e di un insegnamento fondamentale nella vita: “Ci potrebbe essere un
buco generazionale tra qualche anno”. Cosa brutta per il nuoto. Ma prendendone i valori, è necessario non
arrendersi, come fa Domenico in vista di Tokyo e come ha fatto da sempre.
Anche lui è dovuto stare lontano dal suo sport del cuore nella primavera del 2020 causa Covid, come tutti i
lavoratori italiani lontani dall’attività abituale giornaliera chiusi in casa, lui ‘lavoratore del nuoto’ ha dovuto
rinunciare al suo ‘lavoro del cuore’. Si sente fortunato ora di essere tornato ad allenarsi e a partecipare alle
competizioni, con restrizioni e controlli, ma anche l’atleta delle Fiamme Oro ha sofferto la lontananza dalla
sua attività della vita.
Ha vinto un bronzo agli scorsi Assoluti di Riccione Acerenza. Davanti a lui il giovane Di Tullio nei 1500 e Re
Greg primo. Fa bene la molteplicità di talenti alla disciplina del nuoto, in una Nazionale sempre più ricca e
vincente. E’ uno stimolo per fare meglio e lui ne è convinto. Non sono andati come avrebbe voluto
Domenico i Campionati Italiani 2021 ma promette di rimettersi in carreggiata e di correggere ciò che non è
andato. Penalizza questa ‘quasi penuria’ di eventi sportivi causa Covid, ma lui è abituato a lottare in acqua,
atleta di resistenza e di qualità.

Caro Domenico, cominciamo dal grave problema delle piscine chiuse. Vuoi lanciare un appello o
esprimere la tua vicinanza ai gestori in crisi?
“Davvero preoccupante questo andamento. Non solo per lo sport in generale, ma soprattutto per le piscine.
Difficile gestirle con i loro costi altissimi. Facendo andare in piscina solo tesserati è molto difficile mantenere
le strutture. Cerchiamo di riaprire lo sport a tutti, al più presto. E’ un ottimo modo per farci uscire dal disagio
psicologico di questa situazione. Lo sport fa bene al corpo ma anche alla mente. Specialmente in questo
ambito pandemico potrebbe sicuramente far bene a tutti”.
Tu Domenico sei nato come atleta in piscina, quindi puoi capire l’importanza delle strutture..
“Vado in piscina da quando avevo sei anni. Non vedere bimbi che frequentano fa male. Si desume che fra tre
anni ci possa essere un buco generazionale di ragazzi che non hanno potuto fare nuoto. Anche le mie
nipotine vorrebbero andare e sono bloccate in casa. Cosa brutta”.

Il mezzofondo azzurro è ricco di campioni. Tra di essi Gregorio Paltrinieri e Marco De Tullio. Non solo di
esperienza, ma anche di giovani talenti. Pensi che questo possa essere un vantaggio per migliorare e
costruire successi sempre più molteplici? Una gara anche in casa probabilmente..
E’ uno stimolo per tutti noi e per me. Crescere insieme è importante. I giovani vengono su ed è molto bello.
E noi con esperienza dobbiamo metterci al passo. I miei Assoluti sono stati ‘ni’, ma mi rimetterò in
carreggiata, per fare questo finale di stagione in modo ottimo. Ho cominciato insieme con Greg a fare
fondo. Questa disciplina è un altro sport rispetto al nuoto in piscina. E’ uno stimolo per allenarsi sempre
meglio”.

Cosa ha dato a te personalmente il nuoto Domenico?
“Il nuoto è stata una scuola di vita, mi ha forgiato il carattere. Lo sport ti aiuta ad affrontare situazioni
anche nella quotidianità”.

Tu sei un atleta che in gara combatte per raggiungere il traguardo. Lo sport è metafora della vita. E allora
ti senti in qualche modo di trasmettere valori in questo momento di difficoltà economica e sportiva del
tuo mondo, stimolando a non mollare?
“Sicuramente il mio messaggio è quello di non mollare. Lo dico ai gestori principalmente. Questo è il
momento di stringere i denti e andare avanti con le forze che si hanno. Stiamo ‘affogando’ e abbiamo
bisogno di un aiuto da sotto per tornare a respirare. Spero presto arrivino degli aiuti e i gestori vengano
ascoltati. Le persone che amano questo sport e non sono tesserati devono avere pazienza. Al più presto
sono sicuro si riaprirà. Bisogna credere nel nuoto, che fa bene”.

E’ arrivato il Covid e ha modificato le vite di tutti. Come avete affrontato voi atleti e come ancora state
vivendo questa complicata situazione sanitaria in rapporto alla vostra attività?
“Siamo fortunati noi atleti. Ma siamo stati fermi, senza poter fare al 100% la nostra attività – lavoro. Adesso
abbiamo la fortuna, come lavoratori del nuoto, di svolgerlo. Gareggiamo pochissimo in questo periodo e
questo ci penalizza. L’assenza del pubblico ci pesa, è più entusiasmante averlo sugli spalti. Sentire il tifo,
anche se non lo senti tanto già è bello. Così le gare sono un po’ spente. Ma accendiamo ugualmente la
nostra gara, sappiamo che la gente dalla tv ci guarda”.

Passiamo ai prossimi impegni agonistici. Dovrai qualificarti per le Olimpiadi. Come ti stai preparando?
“Sicuramente farò gli Europei, poi c’è anche il Settecolli. Ancora non sono qualificato per le Olimpiadi, allora
aspettiamo. Farò del mio meglio. Ci crediamo e lo farò anche per i miei tifosi, incrociamo le dita. Mi
qualificherò solo per il nuoto. Ci proverò allenatissimo e mentalmente è dura. L’anno è stato difficile di
aspettative e preparazione. Complicato a livello psicologico, la pressione fa dei brutti scherzi, ma cercherò di
trovare la strada giusta”.

Come mai hai scelto il nuoto e il mezzofondo?
“Da piccolo facevo gare di mezzofondo e anche di delfino. 200 metri e 1500 stile libero. Mi piaceva fare
fondo e ho deviato il mio percorso. Mi sento che esprimo di più me stesso. Credo di essere più portato per le
gare di resistenza, lo sono per natura”.

 

giorgi@swimbiz.it 

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