FIN e Palanuoto di Torino rinnovano la sinergia: Bari chiama Roma… date un occasione anche a noi!

Copyright foto: CloroAColori

In questo periodo di grande amarezza per chi è appassionato del fantastico mondo del nuoto clorato, leggere una notizia come quella pubblicata sul sito internet della Federazione Italiana Nuoto, in cui siamo portati a conoscenza che il Comune di Torino ha approvato per i prossimi nove anni,  lo “schema di accordo di collaborazione per la gestione del Palazzo del Nuoto quale Centro Federale di Alta Specializzazione con l'obiettivo di consolidarne lo status di polo di eccellenza per la formazione tecnico-sportiva di giovani nuotatori e nuotatrici” è un messaggio di grande forza.

Intervistato in proposito il Presidente della Federnuoto, Paolo Barelli ha giustamente dichiarato: "Siamo molto soddisfatti ;insieme alla disponibilità del Comune e alla sensibilità della Sindaca Chiara Appendino abbiamo reso il Palazzo del Nuoto un centro nevralgico per lo sviluppo delle discipline acquatiche sul territorio al servizio delle società e della cittadinanza. Questo accordo è un segnale di speranza in un momento così difficile per il nostro Paese a causa della pandemia. L'accordo ci consentirà di garantire spazi acqua e permetterà programmazioni a lungo termine per le attività duramente limitate dagli effetti delle chiusure, offrendo un'opportunità di sviluppo alle società e rafforzandone il ruolo centrale per la promozione sportiva e il rilancio delle specialità natatorie".

Il rinnovo di questa sinergia parte da lontano, infatti dal 2011 l’impianto in questione, fiore all’occhiello della città sabauda, è gestito in sinergia con la Federnuoto ed il Comitato regionale Piemonte,  come “modello di gestionale stabile, vantaggioso ed efficiente, capace di mantenere e migliorare la vocazione sportiva e agonistica" dell'impianto”.

Poi in questo mondo ideale esiste il rovescio della medaglia, nella California del nuoto, la Puglia, come è stata battezzata dal Direttore di Swimbiz.it Christian Zicche, la Puglia che nuota celebrata dalla stampa locale e nazionale, dalle amministrazioni comunali e regionali ha un problema molto serio che si chiama “piscina olimpionica” scoperta da 50 metri dello Stadio del Nuoto di Bari.

In questa piscina fino all’estate del 2019 hanno portato agli onori della cronaca nomi del calibro di Elena di Liddo, di Marco de Tullio e Benedetta Pilato, solo per citare gli atleti che saranno gli alfieri di questa regione alle prossime Olimpiadi di Tokyo, piscina che ha visto spiccare il volo per le Nazionali giovanili ed assolute di Chiara Tarantino, Luca De Tullio, Erika Gaetani, ha visto esibirsi nel 2014 la “divina” Federica Pellegrini e l’allora compagno di vita Filippo Magnini in uno storico Meeting di Nuoto Città di Bari che riempì all'inverosimile le tribune della struttura, piscina che ha visto soprattutto far sognare gli Esordienti A per ambire ad un posto nella rappresentativa pugliese per il Trofeo delle Regioni e quella infinità di giovani nuotatori il cui traguardo stagionale era qualificarsi alle finali regionali in vasca lunga.

 

Orbene dallo scorso anno questo sogno pugliese si è infranto a causa del deterioramento delle strutture sottostanti la vasca olimpionica, i pilastri che reggono la piscina si sono “ammalorati”, tecnicamente le opere murarie sono danneggiate dal tempo che scorre e che ad oggi, nonostante le promesse fatte un anno fa dall'Assessore dello Sport della città di San Nicola Pietro Petruzzelli che pubblicò sul suo profilo Facebook un video in cui celebrava la bellezza dell’impianto e che soprattutto dichiarava che bisognava lavorare con maggiore energia per “ripensare il presente per vivere meglio il futuro” , un manifesto d’intenti che, ahimè, non ha avuto nessun seguito, un eccellenza della città di Bari che è funzionale a tutto il territorio pugliese, essendo punto di riferimento per tutte le società in quanto egocentrica e facilmente raggiungibile dal Tavoliere al Salento.

 

La pagina Facebook Cloro a Colori lanciò una raccolta firme che ebbe tra i principali testimonial i nostri campioni Benny, Elena e Marco, atleti che nel tempo sono stati “trofei” da esibire dal politico di turno, trofei che la Puglia, se non cambia lo status quo, non potrà più esibire, mancando la struttura principale che ne esalti le prestazioni in vasca da 50 metri, che, rammentiamo, è la vasca delle prestazioni olimpiche. Mondiali ed Europee di maggior prestigio e a fronte di questa raccolta di firme lo stesso Assessore dichiarò alla Gazzetta del  Mezzogiorno” I tecnici ci hanno detto che i lavori non possono più essere rimandati. E allora vogliamo cogliere l’occasione per far diventare lo Stadio del nuoto non uno dei tanti impianti abbandonati, ma una struttura concepita in chiave moderna. Piscine in disuso a Bari non ce ne sono anche perché noi gli impianti non li abbandoniamo, al contrario le strutture in degrado le facciamo rivivere”- aggiungendo inoltre – “L’idea è quella di un concorso di progettazione per ripensare tutti gli spazi esterni dello stadio del nuoto, dalla vasca olimpica, che potrebbe anche essere allargata con l’aggiunta di due corsie”.

 

In un momento di crisi per tutti gli oltre 5000 impianti natatori in Italia, ricordiamo che oltre il 90 % delle piscine sono chiuse dallo scorso ottobre, in un momento in cui si punta al rilancio economico della Nazione non si può più attendere oltre, pensare oggi, dopo un altro anno di chiusura della struttura, pensare che si  stia ancora considerando ad un “idea di un concorso di progettazione” non seguito da nessuna azione concreta, non fa che alimentare l'idea di appellarci al Presidente Paolo Barelli per chiedere a gran voce di far diventare Bari e la Puglia il nuovo Centro Federale, gestito direttamente dalla FIN centrale in collaborazione con la FIN Puglia per creare un polo tecnico di eccellenza nel Sud Italia, la Puglia ha dimostrato infatti di avere uomini e donne capaci di partire da piccole realtà provinciali con dirigenti, tecnici e soprattutto atleti che possono dare lustro all’Italia che nuota.

 

palazzo@swimbiz.it

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