Lettera delle Regioni al Presidente Draghi: Prevedere la riapertura delle piscine al chiuso. ( E Barelli ringrazia)

Giornata frenetica nella cabina di regia della Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome; dopo aver recepito le intenzioni del Governo Draghi che regoleranno la vita comune di noi italiani dal 26 aprile prossimo, è stata inviata una lettera ufficiale al Presidente del Consiglio con diverse richieste di modifica da apportare al prossimo DPCM di imminente pubblicazione.

A partire dalla fatidica ora del "tutti a casa" che il governo ha voluto mantenere alle ore 22.00 mentre tutte le regioni chiedevano lo slittamento alle 23.00 alla possibilità di iniziare già dal 26 aprile gli allenamenti individuali in palestra. Ma il punto che più ci interessa, che ha fatto davvero infuriare il Presidente Paolo Barelli ieri alla camera dei Deputati, è la "scomparsa" delle aperture delle piscine al chiuso, dimenticata da chi ha elaborato il piano del DPCM: nella lettera inviata a Draghi a firma del neo Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga,  si fa espressa richiesta di stabilire una data certa ed inconfutabile di apertura delle piscine al chiuso, passaggio fondamentale per non affossare definitivamente il settore più danneggiato dal Covid.

 

 

Aggiornamento: Intervistato dall'agenzia di stampa Ansa il Presidente Barelli ringrazia l'enclave regionale "nazionale" :"Finalmente il grido d'allarme che ho lanciato per la chiusura di piscine e palestre trova posto nelle dibattito nazionale riguardante le riaperture; la Conferenza dei Presidenti delle Regioni mette in chiaro la necessità di dare certezze a un settore al collasso, fondamentale per il paese e rappresentato da oltre 100.000 società che permettono l'attività sportiva e motoria a 20 milioni di cittadini. La ripresa deve coinvolgere tutti i comparti socio-economici compreso lo sport tenendo presente, è chiaro, le misure da applicare già vigenti per la protezione dal virus". "I gestori delle piscine, palestre e impianti sportivi in genere sono tutti consci della necessità di prevenire in ogni modo il contagio e per questo applicano con professionalità protocolli severi a tutela delle attività degli utenti. Lo sport si pratica in Italia solo grazie alle società sportive che sostituiscono nei fatti lo stato assente da sempre in un'attività benefica e salutare con un impatto vantaggioso sulla salute pubblica". "Non fare fallire le società sportive, le piscine e le palestre, deve essere un impegno di tutti soprattutto del governo, non solo dei Presidenti delle regioni, tenendo presente che fino ad ora i ristori attribuiti alle società sportive sono stati solo briciole".

 

 

palazzo@swimbiz.it 

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