Lorenzo Alibrandi “Una gara di nuoto paralimpico per ogni meeting”

Copyright foto: lorenzo alibrandi

Agli Assoluti Invernali Finp, la prima cosa che ha notato Lorenzo è “La cura dell’organizzazione. Spesso la gente non capisce le difficoltà che comporta gestire un meeting”. Specie se di nuoto paralimpico “Serve spazio per carrozzine, accompagnatori… a Napoli, la bassa temperatura esterna ha causato qualche probleme a chi aveva disabilità più serie” prosegue Lorenzo Alibrandi, raggiunto telefonicamente da Swimbiz. Sono passati i tempi in cui si accontentava della medaglia, appena approdato in quel mondo dopo un incidente in moto(leggi qui), passione che ancora coltiva “Ho vinto 50 stile e 100 farfalla della S08, ma voglio migliorare la mia tecnica, cercare la Nazionale. E se già il mio tipo di patologia, lesione al plesso brachiale, non mi aiuta nella resistenza, voglio anche ridurre la massa muscolare”. Perché Lorenzo ha un passato nella pallanuoto “Quand’ero in Vis Nova, la società aveva vari vivai satellite. Vorrei vedere qualcosa del genere nel nuoto paralimpico”. A Roma, le due realtà principali sono “La mia società, Santa Lucia, che poggia sui centri riabilitativi: se vediamo tra i praticanti nuoto a scopo terapeutico qualcuno portato, lo avviciniamo. E poi c’è l’Aniene, forse l’unica in Italia a poter investire sul nuoto paralimpico con modalità realmente sportive”. Ma la possibilità di appoggiarsi agli ospedali “Dovrebbe allargarsi, con campagne di sensibilizzazione; non posso pensare che ci siano flotte di disabili che non sappiano dell’esistenza di questo sport. Il Settecolli, lo scorso anno, è stato uno spot incredibile, ma dev’essere un trampolino di lancio: dobbiamo arrivare ad avere una gara paralimpica in ogni meeting”. E se molti atleti paralimpici proseguano gli studi, inclusa Cecilia Camellini(leggi qui) “E’ anche per la difficoltà a entrare nei gruppi militari: l’azzurro Fabrizio Sottile fece parte delle Fiamme Gialle fintanto che era quarto al mondo, ma dovette uscirne col calare dei risultati – senza contare che – alcune disabilità rendono difficile anche il reinserimento al termine della carriera sportiva”. Tuttavia, qualche buona notizia c’è “In soli 6-8 anni abbiamo fatto passi da gigante: a Napoli Ivan Perfetto, nato 2000, ha fatto il record assoluto nei 100 rana SB09 (1’17”56). Serve il passo successivo: acquisire un’attenzione pari ai risultati sportivi, come già sta accadendo non solo negli Usa, ma persino nell’Est Europa”.
 
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moscarella@swimbiz.it

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