Lorenzo Zazzeri: “Le Olimpiadi, il sogno più bello. Dipingerei il quadro di me stesso..”

Copyright foto: Profilo Instagram Lorenzo Zazzeri

La tela del suo nuoto Lorenzo, nome da artista e da campione di Firenze, l’ha iniziata da bambino. Batteva il cuore di notte e il Zazzeri adolescente, oggi campione di nuoto e plurimedagliato nei 100 stile libero, si alzava prestissimo per ammirare le meraviglie in tv, del dio Michael Pelphs a Pechino 2008. Le Olimpiadi sono sempre state il suo pallino.

Lo racconta a Swimbiz.it a 48 ore dall’inizio degli Assoluti invernali di uno strano e difficile 2020, in cui potrebbe strappare il pass per i Giochi.

E mentre racconta di sé e della sua carriera e di quei sogni che mai Lorenzo ha lasciato andare via, pittura. Colora, disegna e crea. Musica in sottofondo e parole da esprimere e da scandire.

Lo ispira la musica mentre crea. Due arti che si incontrano nel cuore di un artista campione del nuoto, che disegna anche in vasca l’opera di se stesso. Bracciate in piscina e mano veloce sulla tela per creare mille opere.

Commissioni da consegnare adesso, per un futuro da artista da costruire. Oltre alla carriera di un velocista dei 100 stile, che Lorenzo dichiara essere lunga e impegnativa.

E allora quel suo quadro personale è iniziato probabilmente da lì: “Non è una cosa scontata che un bambino di 13 anni si alzi nel cuore della notte, per guardare la gare in tv”.

No, non lo era. Perché oggi Lorenzo Zazzeri fa parte di quella Nazionale dei Meravigliosi che vincono, convincono e stravincono Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Numerose le medaglie conquistate dall’artista del nuoto e dal nuotatore dell’arte della pittura. Il bronzo ai Mondiali del 2018 e il primo titolo italiano sono stati gli allori che hanno fatto breccia nel cuore di Lorenzo.

Quelli che hanno sancito la conquista di un mondo azzurro che lui desiderava.

Il prossimo anno Zazzeri si dedicherà ad opere personali: “Mi concentrerò sulla mia arte”. Lo dice Lorenzo, con voglia di fare, mentre si concentra sulla pittura, in un pomeriggio d’inverno a due settimane dal Natale. Oltre a commissioni di un certo livello, a cui lui vorrà dedicarsi con impegno, sposterà l’attenzione su se stesso, per creare opere che parlino di lui e della sua vita, da artista e nuotatore.

Un anno importante il 2021. Finalmente ecco le Olimpiadi di Tokyo. Uno sconforto profondo lo slittamento di esse. Il Covid-19 ha condizionato la vita degli italiani e anche quella dei campioni azzurri. Allenamenti a casa e fame.

Tanta fame di quell'adrenalina da gara, che Lorenzo non vede l’ora di riassaporare. E’ tornato in vasca al Sette Colli e ora punta il pennello dell’arte e le bracciate del nuoto verso la “piastra-quadro” della qualifica olimpica. “Il sogno le Olimpiadi per me, da sempre”. “Il mio quadro personale sarebbe astratto e tecnico”. Le sue due dimensioni dell’anima.

E infatti la domanda è: “Come sarebbe Lorenzo alle Olimpiadi, messo su un quadro, cosa vedresti? Come lo faresti?”. Difficile pensarsi già in Giappone.. ma ci prova Zazzeri. Muove il cuore oltre l’ostacolo e i limiti, come lo fa danzare sulla tela, per cogliere quel tempo di qualifica che lo farebbe salire sull’aereo dell’Italia Team. Colori e tecnica allora. Giorno dopo giorno, è stato così per lui. Si è costruito piano piano Lorenzo negli allenamenti e nelle competizioni a cui ha partecipato. Volontà, impegno, tempi registrati e bolle d’acqua da rincorrere.

La creerebbe così la sua opera a Tokyo. E dichiara: “Il nuoto facendo parte di me e della mia vita, e so quanto ho investito su di esso, quanto mi sono impegnato per essere dove sono, mi entusiasma”. Ha 26 anni Zazzeri e una serie sorprendente di allori messi al collo: il bronzo ai Mondiali di Hangzhou nella staffetta 4x50 stile libero, agli Europei e sempre nello stesso anno ecco l’argento nella staffetta 4x100 stile. L’anno prima nel 2017 Lorenzo ha vinto due argenti. Uno agli Europei di Copenaghen nella 4x50 e il bronzo nella 4x50 mista. Alle Universiadi l’argento nella 4x100 stile libero, insieme a tantissime medaglie italiane conquistate. Allori frutto di quegli allenamenti quotidiani, in cui Lorenzo ha messo se stesso.

Dai 21 anni ecco l’esplosione agonistica in vasca e con essa, la sua arte nella pittura ha delineato la cosiddetta '"ZazzArt". Acronimo che accoglie “Zazzeri” e “Arte”. Conosciutissimo e seguito sui social. E quella foto dedicata ai medici eroi del primo lockdown italiano ha commosso tutti.

Occhi che piangono, occhi che esprimono dolore, pietà, timore, ma anche speranza (nel post inserito nell’articolo). Lorenzo ha il cuore per vincere e conquistare altre medaglie. Agli Assoluti di Riccione darà il meglio di sé, perché finalmente passerà il treno per quella sua prima Olimpiade che sogna da una vita. E si potrà probabilmente delineare il suo quadro più bello. La sua opera più importante. Costruita e colorata e perfezionata giorno dopo giorno: “Zazzeri alle Olimpiadi”. Cominciata ammirando Phelps a Pechino. Un’altra Olimpiade in oriente, quella di Tokyo, poco distante dalla Cina. Stavolta una competizione da protagonista. Ora, basta solo spostarsi di qualche chilometro più in là e di qualche vita più in là. Quella di Lorenzo Zazzeri. Nome di artista e cognome da campione.

Caro Lorenzo, stanno per cominciare gli Assoluti di nuoto. Come ti stai preparando per le tue gare?

Fortunatamente mi sto preparando bene, non era scontato in questo periodo di Covid. E’ andato tutto per il meglio per quanto mi riguarda. Stiamo alleggerendo la preparazione e giovedì inizio con la prima gara. Sono molto fiducioso. Sono libero di testa, voglio fare bene. Ho dato anche il mio ultimo esame in Scienze Motorie all’Università e ora ho voglia di tornare a gareggiare. Quest’anno ho fatto solo due gare, ho bisogno di risentire l’adrenalina. Mi manca il clima gara e vedere cosa posso fare”.

E’ stato un anno difficile per l’Italia e per il mondo. Quali sono le tue considerazioni? Tu come hai affrontato il 2020 del coronavirus?

“Non è stato facile da affrontare questo periodo. Durante il primo lockdown ci siamo allenati in casa e calava quella fame che mi spinge ad andare oltre i miei limiti, a sforzarmi a dare sempre di più. Senza l’obiettivo delle gare e non si sapeva nulla, era tutto incerto. Lo sconforto per le Olimpiadi rimandate non è stato facile sopportarlo, a livello mentale. Però sicuramente sono un ragazzo che pensa sempre positivo e con il senno di poi, la situazione mi ha fatto capire che sono cresciuto. Aver affrontato un imprevisto e una situazione del genere mi ha fatto capire di essermi rafforzato. Al di là dello sport che passa in secondo piano, c’è la preoccupazione per i genitori, per i propri famigliari. Essere riusciti ad affrontarla mi da carica e forza. Se pensiamo che sono riuscito ad allenarmi in questo ultimo periodo.. allora sicuramente non mi posso lamentare. Ho imparato a pensare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Del futuro non c’è certezza. L’ho affrontato con questa mentalità. Come tutti gli altri atleti, mi sono allenato anni per un obiettivo..poi per cause di forza maggiore, viene tutto distrutto. Alla fine è stato un anno perso per tutti. E’ fondamentale godersi il viaggio quotidiano. Questa esperienza mi ha insegnato a godermi attimo per attimo”.

..e questa tua mentalità, la porti con te in gara. Cosa pensi di questo?

“Sicuramente. E’ una cosa talmente più grande di noi la diffusione della pandemia del Covid, che alla fine da una parte, mi sdrammatizza le tensioni, le paure, le aspettative che ho su me stesso nel nuoto, mi fa capire che le cose importanti sono altre. Il nuoto facendo parte di me e della mia vita, e so quanto ho investito su di esso, quanto mi sono impegnato per essere dove sono, mi entusiasma. E avere l’opportunità di qualificarmi per le Olimpiadi rimane importante. Lo affronto con più leggerezza”.

I giovani e le regole. Vuoi dare loro un messaggio?

“E’ fondamentale rispettare le regole. Per la loro età pensano che non possa succedere nulla, giustamente.. o che non possano essere coinvolti, tuttavia, questa situazione ci fa pensare anche al prossimo, non bisogna più fare attenzione a noi stessi, ma alle persone che ci stanno intorno. Ho pensato ai miei genitori e sono stato attento anche per loro, non più solo per me stesso. E’ un momento di grande responsabilità che potrebbe cambiare la concezione della società. Il messaggio che voglio dare ai giovani è quello di impegnarsi a rispettare le regole, perché è in gioco la salute dei nostri cari e di tutti”.

Il tuo sogno restano i Giochi Olimpici. Tokyo sarebbe la tua prima Olimpiade.., il cuore batte..

“Sono sempre state il mio sogno, sin da bambino. Ora ..avere l’opportunità di poterci andare, mi emoziona particolarmente. Me li ricordo i miei pensieri di ragazzino.. guardavo Michael Pelphs in tv, mi svegliavo alle tre del mattino per vedere le gare a Pechino 2008. A Roma 2009 andai a vedere il Mondiale dal vivo. Non è scontato per un bambino di 13 anni alzarsi prestissimo di mattina e in vacanza, per guardare le gare dei nuotatori più grandi. E’ sempre stato il mio pallino l’Olimpiade. C’è stato un momento della mia vita, quattro anni fa, che da essere un sogno è passato ad essere un obiettivo. A livello mentale è molto diverso. Il sogno è una cosa astratta, lontana. L’obiettivo è una realtà concreta si cui puoi lavorare. Quel passaggio mentale è stato molto particolare. Piano piano sono migliorato sempre più. Ci spero e ci sto lavorando con tutto me stesso per poterci riuscire”.

Le tue soddisfazioni te le sei tolte. Hai conquistato medaglie importanti in carriera. Nella staffetta soprattutto. Qual è il tuo pensiero?

“Ho vinto due titoli italiani nei 100 stile, l’argento a Glasgow e il bronzo al Mondiale.. le mie soddisfazioni me le sto togliendo. Mi considero ancora giovane dal punto di vista agonistico. Non sono uno di quei nuotatori che sono usciti a 18 anni, a livello assoluto. Sono stato un atleta che è migliorato piano piano e verso i 21 anni è uscito fuori e da lì è stato un crescendo. Alla fine per un velocista non è neanche troppo tardi. La velocità nei 100 stile libero, oltre ad avere vita lunga in vasca, richiede potenza fisica, muscolare, forza. A 20 anni non è detto che un nuotatore abbia questi requisiti. Non sono stato super precoce. E’ stato un percorso lungo, fatto di sacrifici come tutti. Quest’anno siamo arrivati al dunque, vediamo un po’ cosa succede”.

Coinvolgiamo la tua passione e la arte nella pittura. Se dovessi disegnare i tuoi 100 stile alle Olimpiadi.. che tipo di quadro o di tela faresti?

“Bella questa domanda, anche un po’ difficile. Da una parte farei un dipinto iper realistico. Sono patito per il realismo. Ho una mano tecnica che mi permette di realizzare molti dettagli. Quindi, userei uno stile realistico perché in questi anni ho fatto un percorso fatto di dettagli. Da un punto di vista di nuotata, partenza, virata e traiettoria della bracciata.. mi permette di arrivare a certi livelli. Ma alla fine ci vuole anche un po’ di incoscienza. E quindi userei anche l’istinto. Una tela astratta, fatta da mille colori. Ad un certo punto della gara, devi smettere di pensare e devi andare di istinto, lasciarti andare. Un misto di stili. Due parti della mia anima. Un po’ sognatore, un po’ razionale.. dipende dalla situazione”.

Qual è stata l’emozione più bella che hai vissuto nel nuoto? Hai vinto medaglie importanti..

“A livello emotivo, è stato il bronzo ai Mondiali del 2018. Mi ricordo di essermi sentito lì, tra i nuotatori più veloci. Salire sul podio con Dressel, considerato oggi il nuotatore più forte, è stata una bella emozione. Mi ricordo che insieme ad Andrea Vergani, l’altro velocista dei 100 stile, ci siamo detti: “..sognavo da bambino questo momento. Vincere una medaglia mondiale, wow”. Poi ci sono state tante altre medaglie bellissime vinte. Come il primo titolo nei 100 stile libero agli Assoluti. Una bella soddisfazione quella. Comunque l’Italia ha grande tradizione nei 100 stile. Filippo Magnini, Luca Dotto, Alessandro Miressi. Siamo sempre stati forti. Vincere un titolo italiano in casa, non è assolutamente facile. Quindi, quella è stata un’altra bella medaglia”.

giorgi@swimbiz.it

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