Luca Dotto, in punta di fioretto

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Benedetta manina. Ma non quella manina - o manona - che tocca e chiude i circuiti di quella piastra all’arrivo che decreta il tuo tempo finale. No, non quella piastra che è gioia e dolore, un po’ come l’amore, vi ricordate Cavic-Phelps che a Pechino in un arrivo al foto finish la mano ha girato la storia(leggi qui)? Chi ha vinto e chi poteva vincere, a vedere i fotogrammi centinaia di volte. Chissà se la benedetta manina sulla piastra avesse effetti sliding doors, quello che sarebbe successo se tornando indietro, chissà. La manina di questi giorni in questione è quella delicata e dal tocco veloce (quando è in acqua) di Luca Dotto campione europeo uscente della gara regina, cento metri stile libero, e non se ne parli più per carità oltre la piscina. Perché Luca è bellino, caruccio e biondo sufficientemente da far salire oltre alla piastra altri indici di gradimento, gossip compreso. A noi interessa la questione di cuore del nostro campioncino? Sinceramente no se è gossip fine a se’ stesso, sinceramente sì se l’amore ritrovato o ripreso in punta di fioretto (con la ex  bi campionessa mondiale di spada) lo porta al livello di serenità e di giusta causa olimpica che mette in corsia. Come dire l’amore dà sempre una spinta in più , e su questo tutti siamo d’accordo senza ombra di corsia.

I velocisti azzurri al collegiale del Centro Federale di Ostia
I velocisti azzurri al collegiale del Centro Federale di Ostia

Swimbiz.it lo ha incontrato a Ostia, il Dotto acquatico, tra un Gulp televisivo per la Rai dei bambini e il collegiale della velocità più più. Come segno più dello star bene in acqua, la prima cosa “sto bene , è un bel momento. Mi diverto, a Londra per gli Europei non avevo preparato nulla , sono arrivate quattro medaglie e il titolo continentale dei cento, sto proprio bene”. Passaggi di testimonial e di testimone, pensando al Magnini nazionale che di questa specialità è stato un grandissimo interprete, primo italiano a vincere due mondiali e tantissimi titoli europei “visto il ruolo di Filippo, visto che sono sempre stato chiamato erede forse senza aver dimostrato appieno di poterlo essere, adesso mi sento di aver fatto un grande passo nella direzione. Già, e il primo passo, subito, è quello olimpico “la piscina di Rio la conosco, ho visto che è una di quelle con tantissimo pubblico e questo dato mi galvanizza, anzi mi galvanizzerà di sicuro”. L’atmosfera, come quella di Londra di quattro anni fa, che qualche settimane fa è stata un nuovo inizio, quella piscina che non fu certo esaltante per la velocità azzurra si è trasformata nel trionfo europeo. Un nuovo inizio, ripartendo dallo stesso luogo, come il cuore e il sentimento di allora, quando di fioretto si parlava tra una vasca e l’altra non è il momento di dire nulla, certo ci hanno visto mano nella mano al Quirinale, non poteva passare tutto inosservato. Da noi due non ci sono state dichiarazioni, per il momento”. Come dire ci ri-stiamo conoscendo, quattro anni dopo in punta di fioretto, lui qualificato, lei (Rossella Fiamingo) già qualificata. Rio aspetta, le Olimpiadi hanno sempre un sapore unico.

zicche@swimbiz.it

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