Michele Garufi: Il nuoto una palestra fondamentale per la mia vita da imprenditore.

Da ex nuotatore a Ceo di un’azienda leader nella ricerca sul Glaucoma. Michele Garufi era un dorsista della prima generazione, quella di Novella Calligaris e Paolo Barelli, quando le piscine erano poche e il nuoto italiano non era ancora emerso alla ribalta internazionale.
Oggi è a capo di una innovativa sturt-up, la Nicox che è specializzata è il glaucoma. Per combatterlo ha sviluppato un medicinale, già presente sul mercato americano dal 2018 e oggi è al lavoro su una nuova molecola che è alla fase finale della sperimentazione ed entro due anni dovrebbe ottenere l’approvazione. Una società che ha sempre puntato in alto proprio come un dorsista, che è abituato a tenere lo sguardo (e l’orizzonte) all’insù.
Imprenditore di successo, Garufi in realtà non è mai uscito dalla vasca della passione per il nuoto. E’ vice presidente della Nuotatori Milanesi, storica società che oggi conta circa 500 atleti e che poco prima del Covid ha festeggiato i 50 anni. L’ha fondata suo papà e lui ci è rimasto sempre ancorato.
Lo abbiamo incontrato a Riccione dove non ha fatto mai mancare il supporto ai suoi ragazzi. Perché quando sei stato abituato a respirare cloro fin da bambino ti manca l’aria se esci dalla piscina. Garufi nuota ancora. Un intervento alla spalla lo ha bloccato per un po’, ma continua a sbracciare felice. Sguazza sereno in vasca in un mondo che ha visto virare verso continui cambiamenti in questi anni: «Ora ci sono tanti tecnici di talento e tante società appassionate che ai nostri tempi non esistevano – dice Garufi a Swimbiz – tante realtà che purtroppo ora rischiano di morire se non adeguatamente supportate. L’evoluzione del nuoto italiano passa proprio attraverso questa crescita dei tecnici e delle società brave a scovare talenti dappertutto anche in regioni che prima non esistevano nella geografia del nuoto».
Eppure c’è tanto ancora da fare soprattutto nella sua Lombardia: «Sarebbe ora che le istituzioni comunali e regionali comprendano che se Milano vuole diventare una città di primo piano in Europa deve avere impianti adeguati. Spero che le Olimpiadi invernali con Cortina possano essere un pretesto per attuare una politica di valorizzazione della pratica sportiva». Perché lo sport è la scuola che insegna i valori, sottolinea Garufi. Nel nuoto i banchi sono le corsie. E’ lì che si impara a vincere, ma soprattutto a saper perdere. A virare velocemente al muro delle sconfitte e a ripartire di corsa. «Il nuoto è stata la palestra che ha formato la mia vita professione – ammette – perché nel campo della ricerca sono più le sconfitte delle vittorie. Il nuoto mi ha dato la mentalità che mi ha aiutato ad accettare che si può perdere tante volte, ma che quando si vince è bellissimo».
Da imprenditore appassionato di nuoto non si tirerebbe indietro nell'investire in un trofeo di respiro internazionale: «Lo farei se si comprendesse davvero che l’immagine del nuotatore è un emblema vincente di positività e costa pure meno di tante altre immagini di altri sportivi. Se questa certezza e realtà entrano nella mente di imprenditori e aziende disposte a sponsorizzare si può lavorare sempre meglio. E’ già quello che prova a mettere in pratica la Nuotatori Milanesi con la famiglia Del Bianco organizzando il trofeo città di Milano che, dopo il Sette colli, è l’evento privato più importante in Italia».

Patrizia Nettis per Swimbiz.it

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