Patrizia Giallombardo “Un gruppo come me, umile e pronto a mettersi in discussione”

Copyright foto: deepbluemedia

“Oggi c’era un bel sole a svegliarci dal sogno”. E letteralmente raggiante era anche lei, ieri, in linea diretta con Swimbiz.it. Dopo una storica qualificazione della squadra che, complice un regolamento olimpico poco qualitativo, mancava ai Giochi da Atene 2004. “E’ un premo a tutti. Alle ragazze, alla Federazione, agli allenatori – raccontava Patrizia Giallombardo, responsabile delle nazionali, lucida nell’emozione – ringrazio in particolare Roberta (Farinelli n.d.r.) che ha saputo trasmettere i mie consigli e le mie indicazioni”. Una nazionale esperta, ricca di veterane. Grazie a una determinazione unica e al supporto dei gruppi militari. Ma è anche un’Italsynchro di giovani ben inserite. A cominciare da Linda Cerruti, forse l’atleta più riconoscibile del movimento insieme a Giorgio Minisini e dal savoir-faire mediatico fuori dal comune, che a questo torneo pre olimpico ha fatto le prove da leader della nazionale. E dire che il duo Cerruti-Ferro a Rio ha mostrato solo una frazione del suo reale potenziale “Ci eravamo concentrati molto sulla squadra”. Nel 2013 la vera chiave di volta per il gruppo azzurro, quando il Ct iniziò a notare un deciso cambio di mentalità nelle atlete(leggi qui) “Quando non arrivava il risultato sperato, invece di lamentarsi con i giudici, cercavano gli aspetti in cui migliorare. E sceglievano spontaneamente di restare un po’ di più a fine allenamento, per lavorare su qualche particolare”. Dalle atlete allo staff e ai tecnici “Una nazionale umile e seria, pronta di mettersi in discussione come me”. Una gestione della nazionale molto da dietro le quinte, ma incisiva, quasi manageriale. Plasmando il gruppo che voleva lei, ma allo stesso tempo ascoltando i consigli di ogni membro dello staff “Semplicemente, così mi hanno educato i miei genitori. Quando sbaglio, faccio un passo indietro e ricomincio da capo”. E ora, vista la congiuntura internazionale del movimento synchro, a Rio 2016 si può davvero sognare in grande(leggi qui) “Ma non amo correre. Procederemo, come sempre, step by step”. Prossima tappa, Europei di Londra.

 

moscarella@swimbiz.it

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