Phelps ed Efimova, dopo il perdono tornano gli sponsor

Copyright foto: chris hyde/robert stanton

In occasioni dei grandi eventi sportivi come le Olimpiadi di Rio 2016 le aziende tentano di accaparrarsi i migliori atleti per aumentare la proprio brand awareness ai fini di aumento di fette di mercato. Classica operazione di marketing basata sul concetto della similitudine. E poco importa se il campione in questione sia passato alla cronaca per episodi negativi, come la campionessa russa Yulija Efimova, squalificata per doping per 16 mesi(leggi qui) e ritornata ai mondiali di Kazan. O come il cannibale Michael Phelps, sospeso dalla federazione americana per essere stato arrestato per guida in stato d'ebrezza(leggi qui). Come riporta Swimmignworld, Efimova ha appena firmato un contratto di sponsorizzazione con l’azienda di swimwear Speedo, fino a dicembre 2016. Come la metterà con la Federnuoto russa che ha come sponsor tecnico l’azienda tolentina Arena? AI Mondiali Barcellona 2013, dovette coprire con un adesivo nero la scritta Speedo sul costume, col presidente della federnuoto russa Vladimir Salnikov che dichiarò “Ci ha creato qualche problema con Arena, ma ci siamo accordati così”. Il Baltimore Sun, intanto, segnala come Phelps abbia aggiunto al suo palmares di sponsorizzazione (Under Armour, Omega, Master Spas e Aqua Sphere) anche un’azienda di Baltimora, sua città natale. La 800razors, produttrice di rasoi, e guarda caso nella campagna pubblicitaria si vede un Michael senza più quella barba(leggi qui) che aveva contraddistinto le sue ultime uscite pubbliche. E l'azienda ha un’affiliazione con Chimes, un'organizzazione che fornisce opportunità di lavoro per le persone con disabilità, concetto che si coniuga bene con la filosofia della Fondazione Phelps.
 
facchini@swimbiz.it

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