Piscine al coperto: il mondo dimenticato e l’Homo Aquaticus

Copyright foto: Poul Anderson

In un mondo perfetto, in tempo di Covid-19 e dopo quindici mesi di chiusure alternate di tutte le attività, quando dallo scranno più alto del Governo nazionale si parla finalmente di riaperture, ci si aspetta che sia compreso tutto quello che fino ad ora è stato chiuso.

In un mondo imperfetto in cui la parola "piscina al coperto" è diventato un autentico tabù, le uniche strutture che non godranno delle riaperture di metà maggio o di inizio giugno sono proprio le cattivissime piscine al coperto.

Abbiamo scoperto in questi giorni che il virulento mostro del virus non è stato prodotto accidentalmente dai fantomatici e segretissimi laboratori di Wuhan in Cina, ma è il frutto di una stranissima combinazione chimica tra i cloro presente nelle piscine e la pelle dell' "Homo Aquaticus", infatti è assolutamnte oramai noto che il cloro, a contatto con il nuotatore, ma solo con il nuotatore "amatoriale", si combini e si tramuti nel  Covid 19, meglio noto come "Virus Swim-Indoor" ( Cit. prof. Mario Ciavarella) , per cui per gli scienziati del  Comitato tecnico scientifico nazionale e per i rappresentanti del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono precipitati a modificare l'ultime pubblicazioni sulle FAQ del loro sito istituzionale specificando che le attività al coperto sono solo quelle a secco e non quelle in umido.

Il danno enorme creato a tutto il comparto non si limita solo ad aver azzerato una o due generazioni di futuri nuotatori agonisti, visto che lo sport di base in piscina che crea benessere, che crea bambini che imparano  a nuotare e che se quest'estate andranno in vacanza al mare rischiano di annegare ( lo confermano le statistiche), ma metteranno fine anche ai sogni di tutti gli imprenditori che con le proprie risorse hanno creato delle SSD che dal Governo centrale non hanno ricevuto che elemosina, che non potranno far partire PON con le scuole perchè i Presidi hanno paura di mandare i propri ragazzi a fare sport in piscina la mattina durante l'orario scolastico per un rischio contagio che è stato smentito non dalle parole ma dai fatti.

Orbene, mi sorge il dubbio che avere i campioni del nuoto italiani pronti per gli Europei dal 14 maggio e per le prossime Olimpiadi abbia contribuito a far passare il messaggio che le piscine godono di ottima salute e quindi perchè protestiamo?

Era meglio che il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli decidesse di tenere chiusi tutti gli impianti anche per gli agonisti di ogni genere in modo da avere un alzata di scudi di Federica Pellegrini e di Fabio Scozzoli ( solo per citare i due capitani della nazionale maggiore)  che sarebbero stati sommersi dalle telecamere dei network nazionali per denunciare questa anomalia a cui oggi non abbiamo ancora una risposta?

Mi aspetterei che dopo di ciò nei  loro profili Instagram siano riempiti delle loro fotografie di quando erano piccoli bimbi alle prese con la scuola nuoto che oggi non esiste più.. per non dimenticare...

Sottosegretario Vezzali, il tavolo tecnico promesso qualche giorno fa per affrontare l'argomento è per caso stato dimenticato nello stesso scantinato dove giacciono i banchi a rotelle?

 

palazzo@swimbiz.it

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