Il ritiro di Connor Jaeger “Non possiamo essere tutti Phelps”

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La data ufficiale ancora non c'è e sarebbe bello immaginare, ai Mondiali di Budapest della prossima estate, l'ultimo di quei duelli con Gregorio Paltrinieri caratterizzati sempre dal rispetto reciproco. Ma nella sua intervista al Washington Post, lo statunitense Connor Jaeger mette subito in chiaro che la sua carriera agonistica si è ormai conclusa "Non possiamo essere tutti Michael Phelps - ed è giusto essere orgogliosi dei propri traguardi - col nuoto sono arrivato più in alto di quanto avrei mai pensato. Ma ho sempre preso decisioni pensando: se smettessi domani, e ormai non sono più un atleta, come farò ad essere pronto?". Saggia filosofia, valida anche per gli atleti più blasonati. Non lascerà del tutto il nuoto, continuando a tenere lezioni ai bambini. Ma aveva già deciso due anni fa di porsi Rio come meta finale e, prima delle Olimpiadi, ha preso un master in business management.

Ha vinto l'argento nei 1500 m stile libero, proprio dietro a Paltrinieri. Da una parte, sottolinea Jaeger, gli sponsor guardano più all'oro che al podio. Dall'altra, un argento olimpico a curriculum, con tutto il carico di lavoro e determinazione che si porta dietro, attira il mondo del lavoro "Molti mi vogliono incontrare, alcuni sono più impressionati rispetto ad altri. Così può capitare che una parte del colloquio sia a proposito di questo". Si è trasferito nel New Jersey, ancora non sa dove sarà il suo futuro "Qualunque cosa farò, ho sempre amato il nuoto. Andare agli allenamenti la mattina, o il pomeriggio... quel che verrà, potrei non amarlo quanto ho amato questo".

moscarella@swimbiz.it

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