L’essenza dell’improvvisazione

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
 Mettersi al riparo o pensare a nuove formule per i grandi eventi natatori nel nostro Paese? Tra il mondo della piscina in evoluzione continua  e show fuori programma..

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Al meteo non si comanda. Si possono fare previsioni,più o meno azzeccate, ma quando arriva la "bomba" d'acqua - come ieri a Roma - è difficile ripararsi  dietro anche un semplice accappatoio. Il clima è cambiato, e su questo non v'è dubbio o discussione alcuna. E' capitato dieci giorni fa al meeting capitolino Ottaviani, si è riproposto ieri con maggiore intensità agli Internazionali del Foro Italico. Stessa situazione di emergenza climatica  ma risultato differente: all'Ottaviani la clemenza del cielo ha permesso il recupero il giorno dopo, il Settecolli ha chiuso monco delle ultime finali dopo 51 lunghe edizioni. Edizione straordinaria comunque e il giorno dopo è certo un inseguirsi di perchè e di percome, evidente strascico della delusione e della voglia agonistica di chi aspettava il crono personale, e della rassegnazione di molti: non è una questione di pit stop in piscina, di mezzo c'e' la sicurezza e le esigenze di programma televisivo. Tant'è di nubi nere all'orizzonte bisognerà sempre calcolarne l'incidenza e nel nuoto mondiale del professionismo e del grande evento (europeo e olimpico compresi) la formula indoor è la soluzione più opportuna e ormai consolidata. Londra Olimpica, Barcellona Mondiale, e Berlino prossima europea sono il compromesso tra tranquillità di programma da eseguire e le bizze meteo che così si lasciano sfogare senza variazioni di programma. Cambia il meteo, cambia il nuoto: usiamo in alternativa - con gran rispetto alla più bella piscina del mondo - qualche location alternativa con vasca prefabbricata o magari pensiamo una copertura apri-chiudi proprio alllo Stadio del Nuoto. Se al Foro Italico t'imbatti, nell'intervallo pre-tornado, sulla Ruta (Meilutyte) "spartana" che prova la tecnologia dell'occhialino Arena, vocazione della ricerca tecnologica continua di settore che apre chissà a quali futuri oltre al costume, altresì ti trovi nell'improvvisazione di Pellegrini-Katinka Hosszu post "bomba" che perseguono in modo autonomo il leggendario "the show must go on", lo show del continuare. L'essenza dell'improvvisazione contro il meteo birbante, duecento metri sfida a dorso a due, a posto e via, senza arbitri di contorno. Lo spirito di competizione di due grandi campionesse pronte a sfidarsi comunque. Senza programmazione ma con l'idea di onorare l'agonismo e l'attesa di divertimento di chi era venuto per vedere il grande nuoto. Peccato solo che lo speaker fosse già a prendersi un tè caldo negli spogliatoi..
 
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