Nuove risorse per affrontare il caro energia e guardare al futuro degli impianti natatori
Una boccata d’ossigeno per il mondo delle piscine italiane. La Legge di Bilancio prevede uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro, distribuiti nel triennio 2028-2030, con 50 milioni all’anno, destinati all’efficientamento energetico degli impianti natatori e delle strutture dedicate agli sport del ghiaccio.
Le risorse serviranno a finanziare interventi di riqualificazione energetica e l’installazione di fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici e termici. Per accedere ai contributi sarà necessario conseguire una riduzione di almeno il 30% del fabbisogno di energia primaria dell’edificio.
A sottolineare il valore del provvedimento è il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, anche Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio: «Le risorse stanziate per l’efficientamento non sono concessioni, ma ossigeno indispensabile per garantire la tenuta di un comparto che ha un valore altamente sociale per milioni di italiani».
Il tema è particolarmente delicato: gli impianti natatori sono tra le strutture sportive più energivore e i rincari hanno messo a dura prova società e gestori. Secondo i dati riportati dalla FIN, per una piscina di medie dimensioni la spesa energetica annua è passata dai 48.300 euro del 2019 agli attuali 73.500 euro.
Con questo nuovo stanziamento, le risorse mobilitate dal 2022 superano complessivamente i 300 milioni di euro, di cui circa 185 milioni destinati al contenimento delle bollette e alle perdite legate al periodo pandemico.
La sfida, adesso, è trasformare gli aiuti in impianti più moderni, sostenibili ed economicamente gestibili. Perché salvaguardare le piscine significa tutelare non soltanto lo sport, ma anche la salute, l’inclusione sociale e la sicurezza acquatica di milioni di cittadini.
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