I Turchi nell’impianto che ospita a Kocaeli gli Europei di nuoto Paralimpico hanno azzeccato il “claim” che dà il senso a questa importante manifestazione . A chi parte dal blocco di partenza sembra un imperativo scritto a caratteri cubitali che svetta in alto, a dominare la vasca, “Making waves together”, tradotto è il senso del fare scalpore insieme. Come i nostri della fantastica Italnuoto paralimpica, pronti sempre e in ogni contesto a emozionare e a fare numeri che a livello di medaglie vuol dire un giorno meglio dell’altro. Semplice? Più a pensarlo che a farlo,visto gli agguerriti avversari – in primis i russi qui con bandiera e inno che risalta una gara si e una no- non mancano di certo. Il certo è che la nazionale del Presidente Franco Riccobello e del cittì Roberto Bonanni fa a gara con gli altri, e sempre quasi contro se stessa, nel senso di migliorare il prima e la storia che da sempre la elegge come mito e leggenda azzurra del movimento paralimpico. Preambolo doveroso per i nostri azzurri che fanno scalpore anche oggi. Nell’ordine dell’oro, metallo prezioso che cinge oggi il collo- con quella “parure” bianca fiorita data sul podio – di Angela Procida , splendida nei suoi meravigliosi cento dorso. A cui segue il mio personale mito acquatico di Federico Bicelli che sui 400 stile domina come un consumato asso della distanza. Poi i cento stile di Antonio Fantin, oro a cui fa meraviglia al femminile e stessa distanza Giulia Terzi. Poi il giro d’oro di Raimondi nel senza fine dei 200 misti. E che dire dell’argento di Francesco Bettella , stupendo dorsista, e del medesimo colore di medaglia sul podio dei 400 stile di Riccardo Magrassi? Che sono fantastici come gli argentei 100 misti di Raimondi, e quelli di capitan Barlaam secondo nei misti. Monica Boggioni , terza nei 50 rana come la staffetta azzurra sul finale. Bravi? Di più e che domani sia una una buona acqua azzurra come oggi. Anzi di più , che lo spettacolo continui.
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