Rachele, l’ondina perfetta

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
L’Italia apre con le medaglie. E la garanzia della solita, splendida, Bruni.

Se non fossimo un po' scaramantici prima delle gare, avremmo potuto dire già in partenza che con Rachele siamo sempre in cassaforte. Sì, perché la fiorentina è una garanzia assoluta, una costanza che vale il ticchettio quasi da metronomo acquatico dei ciaf ciaf delle braccia che solcano diecimila lunghissimi metri. Rumore condiviso con una squadriglia di ondine delle acque libere, donne di mare che non lasciano nulla al caso su un percorso dove tutte, nessuna esclusa, pensano ad arrivare davanti, quasi fosse una selezione naturale degli elementi.

E allora anche qui, come accade per gli uomini, ti affianchi, nuoti, strappi e fai tattica, ti pizzichi, meni, calcetti, pugni al caso, perché il fondo ha le sue regole. In acqua per il bronzo bisogna sudarsela e penarsela, ma questo è il bello condiviso della gloria di diecimila lunghissimi metri. La Bruni porta a casa il bronzo, ondina perfetta per aprire il nostro medagliere, e la sua splendida carriera, perfetta, qui è podio e vede di nuovo il sogno olimpico all’orizzonte.

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