Quando il nuoto italiano misurava 33 m

Copyright foto: franco del campo

Ex nuotatore con uno spirito da filosofo: partecipò da dorsista alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, il triestino Franco Del Campo “Oggi in pensione. Per 40 anni insegnate di filosofia, giornalista pubblicista dal 1978 e scrittore”. Racconta a Swimbiz il suo passato, primo italiano a disputare due finali olimpiche di nuoto. ”Dagli anni ’60-’70 i cambiamenti sono notevoli ed è migliorato senza alcun dubbio. Basta guardare i tempi: nella finale arrivai con un crono che, rispetto a quello odierni, è abbastanza ridicolo. Con gli anni sono state migliorate tecniche di allenamento e di preparazione”. E nella nostra penisola è raddoppiato, triplicato il numero dei nuotatori “ai miei tempi c’erano pochissime piscine regolamentari in Italia e a Trieste, piccola capitale del nuoto italiano, vi era una vasca da 33 m coperta, nessuna da 25 o 50. Era tutto più complicato e faticoso. Oggigiorno, la diffusione degli impianti sportivi e l’innalzamento tecnico, culturale degli allenatori ci ha portato ai vertici internazionali”. Innalzati, in certi casi, a star acquatiche; basta guardare Federica Pellegrini, “atleta fortissima e star mediatica allo stesso tempo. Guardo con sorpresa e ammirazione i suoi risultati e quelli degli altri atleti, che riescono a gestire perfettamente dimensione spettacolare e allenamenti. Sono davvero bravi. Quando io nuotavo, il nuoto dal punto di visto mediatico era più che marginale”. E nuota ancora oggi “ogni tanto nuoticchiare fa bene: più l’età avanza e meglio fa”.
 
ugo@swimbiz.it

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