Tocci-Chiarabini è già leggenda, volano alle Olimpiadi

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Copyright foto: deepbluemedia

Nell’arco di un istante, quattro anni di preparazione, allenamenti, cadute e risalite. Potenza e leggerezza, coordinazione e intensità, il rimbombo della tavola e il silenzio degli spalti, la concentrazione sul proprio tuffo e il sincronismo quasi meccanico col compagno di trampolino. E alla fine, escono dalla vasca e danno l’ultimo sguardo al tabellone che sotto al cielo serale sembra dire “No, non è un sogno, è tutto vero”. A Rio per inseguire Rio, la Coppa del Mondo di tuffi che assegna i pass per le Olimpiadi. Se poi ci aggiungi il diluvio nella piscina scoperta Maria Lenk, il tutto assume un tocco epico. Andrea Chiarabini e Giovanni Tocci, duo nato quasi come esperimento che, una stagione dopo, riporta il sincro maschile 3 m azzurro alle Olimpiadi sedici anni dopo Donald Miranda e Nicola Marconi a Sidney 2000. La prima volta per il calabrese Tocci. Un ritorno per il romano Chiarabini, ma a Londra 2012 fu dai 10 m, e stavolta bisogna tornare a Barcellona 1992, ad Alessandro De Botton, per trovare l’ultimo azzurro che abbia assaggiato trampolino e piattaforma a cinque cerchi. Più che una gara, una cavalcata da parte dei due azzurri, sesti con 245.28 punti al 4° tuffo. Sbavano un po’ persino i cinesi (ovviamente in proporzione cinese), gli australiani Connor e Gel chiedono il rituffo e fanno peggio del primo. Gli allenatori degli azzurri, Fabrizio De Angelis e Lyubov Barsukova, col tricolore annodato al collo sembrano due partigiani. Sanno che i loro allievi stanno compiendo una rivoluzione sportiva. L'ultimo tuffo non è perfetto, ma quei 395.46 punti, quel 5° posto vale un posto alle Olimpiadi - Cina e Regno Unito erano già qualificate - ed è l'unica cosa che conta adesso. "Valgono molto più di così" aveva detto Max Mazzucchi, ex azzurro e talent Swimbiz.it per i tuffi, dopo le eliminatorie. Tocci e Chiarabini l'hanno dimostrato. Mazzucchi che non condivide la formula del sincro alle Olimpiadi "Otto partecipanti, sembra quasi un tentativo di emulare gli otto finalisti del nuoto. In più, è a gara secca. Per me sarebbe meglio mantenere i due turni. Al limite, avrebbe più senso fare una semifinale a dodici coppie e una finale a sei”. A margine della gara, la pioggia battente di stasera non è il miglior precedente in vista delle Olimpiadi. Ma va sottolineato che l’agosto brasiliano, periodo dei Giochi, è solitamente tra i mesi meno piovosi in Brasile.
 
moscarella@swimbiz.it
 

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