Torino saluta Giorgio Cagnotto, ma senza addii

Copyright foto: ufficio stampa comune di torino

Torino prima capitale e, negli anni ’80 e ’90, ombelico dell’Italia natatoria. Quest’anno, città più acquatica che mai, tra match del Settebello e nazionali di salvamento e nuoto sincronizzato. Ora, mentre la vicina Cuneo è annunciata sede dei prossimi Assoluti Invernali di synchro, tocca ai tuffi dare spettacolo sotto la Mole. Da domani, venerdì 4 dicembre, a domenica 6 ospiterà il Quattro Nazioni tra Italia, Russia, Ucraina e Germania. Torino nei tuffi è soprattutto città natale di Giorgio Cagnotto, ancora oggi dall’accento rivelatore. Quest’anno, già a Swimbiz l’ex campionissimo e oggi Ct raccontò quanto stress possa comportare il suo mondo, e a Rai Sport sembra aver confermato l’intenzione di staccare, dopo Rio 2016. Comprensibile, dopo quasi mezzo secolo tra tuffi e Olimpiadi “Ma pochissimi ex allenatori se ne sono staccati del tutto – commenta Max Mazzucchi, ex azzurro e talent Swmbiz - i tuffi hanno sempre qualcosa che richiama chi li abbia vissuti. Persino Klaus Dibiasi, oggi più dirigente, ama ancora girare per le piscine e, ogni tanto, dare qualche indicazione ai più piccoli sotto lo sguardo stupefatto dei genitori”. Il Quattro Nazionai sarà, per Mazzucchi, soprattutto un’occasione d’oro per i giovani “Non a caso, a contarne gli effettivi, praticamente l’Italia porta una squadra di rugby”. Non sarà solo una vetrina “Potranno ‘saggiare’ la nazionale: ritrovarsi gente come Tania Cagnotto in gara non è cosa di tutti i giorni. Una volta era già un evento entrare in nazionale senor. Oggi c’è la fortuna, la possibilità e la lungimiranza dei tecnici nel portare i ragazzi a gare di questo livello – e i veterani giocano un ruolo decisivo – per ‘spiegare’ ai giovani come si sta in gara”. Come lungimirante fu, lo scorso anno, la direttiva sui coefficienti minimi di difficoltà (leggi qui) “Già ben assimilato da tecnici e atleti. Il dato più positivo è che persino i più piccoli hanno gradualmente alzato l’asticella – e la naturale evoluzione – porta non più a singoli tuffi ad alta difficoltà, ma a un punteggio totale minimo, stimolando gli atleti a presentare un’intera serie competitiva di tuffi”.
 
moscarella@swimbiz.it

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