Tutti al mare

Prima la felice prova dell’Italfondo ai Mediterranean Games, I Giochi della spiaggia, a Pescara. Domenica 6 settembre, nozze d’oro tra il Golfo di Napoli e la storica traversata Capri-Napoli di nuoto in acque libere. La tappa di chiusura del Grand Prix Fina giunge alla sua 50° edizione. Ricca di eventi collaterali, raccoglierà campioni italiani Simone Ercoli,Edoardo Stochino, Mattia Ferru, Gabriele Mento, Alice Franco, Fabiana Lamberti, Elena Lionello e Nicoletta Simonazzi e stelle internazionali  come l’argentino Damián Blaum(leggi qui) e la moglie spagnola Esther Nuñez Moreira. In parallelo, anche il Settebello di Sandro Campagna si tufferà nelle acque di Capri, domani giovedì 3 settembre, per un match di esibizione contro la Spagna e per la promozione della sana alimentazione. Un ritorno alla pallanuoto dei pionieri, che si affrontavano in acque libere per dimostrare il loro coraggio. O, come ricorda madama Wikipedia, persino uno sfogo per i galeotti portati a lavarsi nei fiumi nella Scozia di fine ‘800. Ma di pallanuoto in mare si è tornati a parlare di frequente, ora con nostalgia, ora come marketing: la ricerca di una cornice suggestiva che crei interesse attorno alla partita. Uno dei punti forti, ad esempio, dei tuffi dalle grandi altezze(leggi qui). C’è addirittura chi sogna di traslare i campionati stessi nei mesi estivi. Portando la pallanuoto, se non in mare, in spiaggia con l’ausilio delle piscine smontabili(leggi qui). In questo caso, l’obiettivo prefissato sarebbe sfruttare la pausa del calcio e l’invasione di bagnanti in chiave pubblico. Certo, un intero campionato in estate creerebbe difficoltà di calendario, ma l’idea può applicarsi a eventi spot a titolo promozionale, come nel caso di Italia-Spagna a Capri. “Quando gareggiamo in spiaggia, la gente spesso si avvicina incuriosita - commentò il febbraio scorso a Swimbiz.it Nicola Ferrua che sposa la medesima filosofia per il salvamento - il vero problema è che molte spiagge sono private. Ma partendo dalle spiagge libere quando sono affollate, per massimizzare il pubblico, partirebbe il passaparola. S’innescherebbe un circolo virtuoso. E i proprietari di spiagge private, ed eventuali sponsor, potrebbero anche vedere nel salvamento un’opportunità economica, perché in grado di attirare bagnanti ad assistere”.

 

moscarella@swimbiz.it

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