Dal nuoto al synchro, l’Italia mette radici in Svizzera

Copyright foto: Reuters

Quando Lolli Montico fu messa a capo del nuoto sincronizzato britannico, il direttore di Swimbiz.it Christian Zicche parlò di “italiani da esportazione”. Tecnici del panorama acquatico nostrano che mettono in campo, all’estero, la loro esperienza. Oggi Lolli guida la nazionale statunitense, ma in questi anni le ‘esportazioni’ hanno toccato mezzo mondo. Dalla Russia alla Florida, dalla Spagna alla Cina, sempre si poteva trovare un italico allenatore di nuoto, synchro o pallanuoto. E ripensando alle direttrici delle storiche emigrazioni italiane, non sorprende vedere la Svizzera tra le destinazioni preferite dai tecnici del Belpaese. Da Adriano Laguzzi all’ex azzurra Manuela dalla Valle, fino a Nicola Cassio, che fu oro europeo con la staffetta 4x200 stile e ora, a Ginevra, vuole realizzare un’Aniene estera(leggi qui). Allo Schwimmclub Flös di Buchs approda ora Diana Minisini, sorella del sincronetto azzurro Giorgio.

“La Svizzera sta investendo sugli sport acquatici – commenta a Swimbiz.it Francesca Gangemi, ex azzurra e talent di Swimbiz.it per il synchro che negli anni scorsi ha lavorato con le giovanili elvetiche – col bronzo in Coppa Comen, il nuoto sincronizzato è salito nelle graduatorie per ricevere i fondi nazionali. Tuttavia “Prevedo che la Svizzera inizierà a ottenere risultati, a livello assoluto, prima nel nuoto. Qui le sincronette hanno una maggiore tendenza a lasciare lo sport dopo una certa età – anche perché la situazione economica è diversa da quella italiana – le opportunità universitarie e professionali sono superiori” e questo incentiva gli atleti ad abbreviare la carriera e a un più rapido inserimento nel mondo del lavoro.

moscarella@swimbiz.it

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