Sicurezza in acqua, Barelli: Educhiamo anche la cittadinanza

Il commento di Swimbiz: 70.000 assistenti bagnanti per 7.500 km di costa e 5 milioni di praticanti. Ma la prevenzione deve riguardare tutti.

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Dalla Len alla Fin, dall'Europa all'Italia, il tema comune di questi giorni è la sicurezza in acqua. Dopo aver presentato a Budapest il progetto europeo di prevenzione ‘Learn-to-Swim, Prevent Drowning’ per porre un freno ai 27.000 decessi per annegamento (dati Oms) che ogni anno colpiscono l'Europa, il Presidente Paolo Barelli era oggi a Gaeta per il consueto appuntamento con 'Per evitare un mare di guai'. Sempre in sinergia con le istituzioni, dall'Unione Europea rappresentata dal Presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani(leggi qui), ai corpo di Polizia di Stato, Protezione Civile e Capitaneria di Porto che collaborano attivamente col settore salvamento della Federnuoto per la sicurezza in acqua e oggi hanno dato vita alla spettacolare simulazione di un salvataggio in mare, con dispiegamento di mezzi navali e aerei e unità cinofile.

"In Italia ci sono 70.000 assistenti bagnanti per 7.500 km di costa e 5 milioni di praticanti. Il tema della sicurezza acquatica è primario per la federazione. Noi sappiamo come formare gli assistenti bagnanti, ma il nostro compito è anche educare la cittadinanza - ha ricordato il Presidente Barelli durante l'evento, che ha visto l'ex oro olimpico Max Rosolino come ospite speciale e proseguirà con incontri e convegni - bisogna avere rispetto e fiducia del mare e degli specchi d'acqua . E nel contempo, alimentare la percezione del pericolo e la prevenzione, assicurando la diffusione di strumenti al servizio della sicurezza".

moscarella@swimbiz.it