Martina Carraro “Il 2009 mi ha dato tanto, ma dovevo azzerarlo”

Il commento di Swimbiz: A Swimbiz.it la ranista racconta i tempi di Genova e la sua crescita a Bologna. Crescita che, in vista di Rio, potrebbe anche continuare.

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Ilaria Scarcella e Martina Carraro agli Assoluti Primaverili 2009
Ilaria Scarcella e Martina Carraro agli Assoluti Primaverili 2009

Due genovesi, due adolescenti improvvisamente catapultate al top della rana italiana. Era il 2009, erano Ilaria Scarcella e Martina Carraro. Sette anni dopo, le ragazze sono cresciute e tornate più forti di prima, gomma o non gomma “Quando sono andata a Bologna, è come se fossi ripartita da zero. Il 2009 mi ha dato tantissimo, ma sapevo che doveva essere azzerato – racconta a Swimbiz.it Martina Carrarro, che ai recenti Assoluti Primaverili ha siglato il nuovo Record Italiano dei 100 rana, 1’06”41 - ero cosciente che i risultati non sarebbero arrivati subito perché sia il corpo che la testa dovevano abituarsi alle novità. Ma sono stata paziente”.

Martina Carraro ai tempi di Genova Nuoto
Martina Carraro ai tempi di Genova Nuoto

A Genova la sua gioventù acquatica, sotto Mara Sacchi già azzurra nella velocità e zia di Luca Sacchi, bronzo olimpico e oggi commento tecnico per Rai Sport “All’epoca ero una ragazzina – classici, frenetici ritmi quotidiani scanditi da scuola e sport – come la mia nuotata di allora, scattosa. A Bologna, con Fabrizio Bastelli, la possibilità di vivere lo sport in modo professionale “Allenamento, alimentazione, palestra e tanta, tanta tecnica. Devo ancora migliorare, ma mi sento scivolare bene sull’acqua”. Già col tempo di Riccione “MI hanno detto che si prendeva il bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012. Non dico di puntare direttamente a una medaglia, ma alla finale ci penso. Non è facile scendere ancora col cronometro, dopo essermi già migliorata di un secondo, ma lavoro per quello. Intanto pensiamo agli Europei”. Poi, tutti a Rio con Federica Pellegrini e il nuoto azzurro portacolori dell’Italia olimpica – una designazione importante per tutto il movimento. Indipendentemente da questa scelta, Federica è da anni simbolo del nostro sport”.

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