Abbiate Fede, sempre

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
La sinfonia dei duecento metri di Fede, nella magica alchimia romana degli Internazionali di nuoto.

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La volontà di Filippo Magnini, la forza di Pippo, l’avventura di un nuotatore infinito alla soglia e oltre la soglia acquatica delle trentaquattro primavere: due vasche lunghe, veloci e intese che poi sono cento metri, meritano un capitano a Rio per la staffetta, punto. Staffetta che passa idealmente nelle braccia affusolate di Federica Pellegrini: decisa ed energica, dalla mente e dal sorriso libero come i capelli che illuminano la nostra Fede natatoria, ieri da record di cento, oggi seconda prestazione al mondo nella sua gara, la gara delle gare che sono le bellissime quattro vasche da cinquanta metri. Scolpite come un mosaico, incise e posate come lo sono le piastrelle del Foto Italico nella storia mondiale del nuoto. Uno e due, emozionatevi ed emozioniamoci senza limiti dal bordo vasca alla luce speciale che illumina nel tardo pomeriggio lo stadio del nuoto della Città Eterna. Qui parte l’ennesimo sogno Olimpico verso il Brasile della Divina. Lei e il nuoto azzurro, azzurro come il cielo che riflette una Capitale che l’acclama. E quel cartello colorato, lassù sugli spalti, ci sta come il daje che pare accompagnarla e spingerla tutti insieme  “Fede sei come sta città… Eterna”. Abbiate Fede nel sogno olimpico che da qui parte.

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