Kocaeli chiama, l’Italia risponde. Anche la seconda giornata dei Campionati Europei di nuoto paralimpico regala agli azzurri una nuova pagina importante. Nella piscina olimpica di Gebze, dove fino al 12 settembre si stanno confrontando oltre 700 atleti provenienti da 38 Paesi, la Nazionale italiana continua a nuotare da protagonista.
Dopo il roboante avvio del Day 1, chiuso con sei medaglie d’oro, tre d’argento e un bronzo, l’Italia conferma la propria presenza nelle zone nobili del medagliere. E questa volta a mettere la firma sul successo azzurro è Giulia Terzi, protagonista di una splendida vittoria nei 100 stile libero S6.
Una gara da campionessa. Terzi ha chiuso davanti a tutte fermando il cronometro su 1’11”20, precedendo la svizzera Nora Meister, argento in 1’13”17, e la tedesca Verena Schott, bronzo. Un successo che assume ancora più valore considerando il livello delle avversarie e che conferma la straordinaria continuità dell’azzurra sulla scena internazionale.
Per Terzi è un altro tassello di una carriera costruita attraverso medaglie, lavoro e capacità di essere protagonista quando conta. Un oro europeo che si aggiunge a quello conquistato nella prima giornata da Xenia Francesca Palazzo nei 400 stile libero S8 e agli altri risultati di prestigio ottenuti dalla squadra italiana.
Il Day 2 ha confermato anche la qualità del gruppo. Tra gli azzurri impegnati in acqua c’è stato Alberto Amodeo, già argento nel Day 1 nei 400 stile libero S8 in 4’32”25. Il campione delle Fiamme Gialle ha iniziato il suo programma europeo con un podio e guarda ora alle prossime prove, a partire dai 100 farfalla S8.
Ma Kocaeli non è soltanto una questione di medaglie. È il racconto di una Nazionale che continua a mostrare profondità, competitività e soprattutto la capacità di presentarsi ai grandi appuntamenti con atleti in grado di giocarsi il podio.
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Kocaeli, insomma, continua a parlare italiano. Dopo la partenza con il botto, il secondo giorno conferma la sensazione iniziale: questa Nazionale non è arrivata in Turchia per fare presenza, ma per lasciare il segno.
E la vasca di Gebze ha ancora quattro giornate davanti. L’Italia, intanto, continua a nuotare.
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