Benedetta rana, come mi diverto

Il commento di Swimbiz: A Swimbiz.it la sensazione degli scorsi Assoluti, la quattordicenne Benedetta Pilato. Che rivela come non ci sia alcun segreto per andar bene, se non divertirsi in allenamento.

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Accade ogni quattro anni. Le Olimpiadi si avvicinano, s’inizia a fare il conto dei possibili avversari degli azzurri, e c’è sempre chi mugugna vedrai che cinesi e americani tirano fuori all’ultimo la solita ragazzina. Stavolta la ragazzina sta venendo fuori in Italia. Puglia, per la precisione, nella tarantina Pulsano. Quattordici anni e su un podio assoluto, sfiorando l’oro. Ripetete ancora: quattordici anni. Si è lasciata da poco alle spalle le medie, Benedetta Pilato, come potrebbe mai pensare già a cosa studiare all’università? Anche se poi “Lo studio è la priorità. Per questo ho scelto di allenarmi la sera, così da poter studiare nel pomeriggio” racconta a Swimbiz.it. Capito la mentalità? Sorprende meno, perciò, vederla fare passi da gigante.

Benedetta Pilato e il suo tecnico Vito D'Onghia

Ha due fortune, Benedetta. Una logistica ideale, tra casa, scuola e piscina. E il talento “I 50 m rana non li prepariamo molto, perché mi riescono facilmente – insomma ci è nata, ranocchia – ci stiamo concentrando sui 100 che richiedono molto lavoro” e sono distanza olimpica, che non guasta. Fortune che però si suda in allenamento “Palestra tre volte a settimana, l’aspetto più importante oggi nella rana. L’altro è la tecnica – e qui scatta l’orgoglio – guardando le gare degli Assoluti non si direbbe, ma la curiamo molto. Ma nelle gare importanti mi capita ancora di sbagliare”. E poi? E poi l’entusiasmo, il divertimento “La rana è soggettiva. La sua è molto veloce e l’allenamento deve sempre divertirla, coinvolgerla - spiega il suo tecnico Vito D’Onghia e lei conferma – se mi annoio, non faccio le cose bene”.

E se certo un Mondiale assoluto a 14 anni la elettrizzerebbe, le negherebbe però tutti quegli appuntamenti giovanili “Che l’anno scorso per età non potevo fare, e ora posso vivere da protagonista”. E certe esperienze valgono forse quanto una medaglia precoce. Diteglielo, la prossima volta, a cinesi e americani.

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