#gliangelidibrema Barelli “Non possiamo dimenticare”. Malagò “Ricordare è nostro dovere verso i giovani”

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Da Brema e da Roma, il messaggio dei due presidenti è chiaro: il ricordo della Tragedia di Brema non può e  non deve estinguersi con la conclusione di questa giornata, 50° anniversario dell’incidente aereo che così duramente colpì il nuoto e lo sport azzurro(leggi qui). “Non dobbiamo e non possiamo dimenticare! Da Brema gradualmente e faticosamente il nuoto italiano è ripartito sino ad arrivare alla Nazionale che ammiriamo alle Olimpiadi, ai campionati mondiali ed europei e che, insieme ai suoi grandi campioni, mantiene viva la memoria dei suoi angeli medaglia dopo medaglia” le parole decise di Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto - che ai caduti d Brema ha intitolato la coppa a squadre -  e della Ligue Européenne de Natation, che oggi ha guidato una delegazione Fin a Brema (in foto con Christa Thiel, presidente della federnuoto tedesca), dov’è sita la stele commemorativa della tragedia. A Roma, nel salone d’onore del Coni, il presidente del Circolo Canottieri Aniene e del Coni, Giovanni Malagò, invitava al massimo impegno “Per far sì che le nuove generazioni non dimentichino. Chiediamo ai ragazzi e ragazze che praticano nuoto perché le piscine che frequentano siano dedicate a quelle persone. E’ nostro dovere d’insegnanti”. Date come il 27 gennaio, Giornata della Memoria(leggi qui), o il 28 gennaio, anniversario della Tragedia di Brema, seguono il medesimo filo conduttore. Il valore della storia – “E chi dimentica la storia è condannato a riviverla” ammonisce Christian Zicche, direttore di Swimbiz.it - contro il pericolo dell’oblio.
 
moscarella@swimbiz.it

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